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Omicidio Stella: Tognino e Scardino si avvalgono della facoltà di non rispondere

Clamorosa scoperta nell’inchiesta sul delitto di Stella.

La procura di Savona ha contestato l’accuso di omicidio volontario, che prima era colposo, a Claudio Tognini ed Alessio Scardina, entrambi trentacinquenni, che sono stati accusati di aver ucciso Andrea Macciò e di averne cercato successivamente di occultare il cadavere.

Intervenuta il sostituto procuratore Chiara Venturi, che confermando di aver messo i due indagati all’interrogatorio, ha affermato:”La situazione si è modificata. Ci sarebbero altri elementi”. stella

Intervenuto Emi Roseo, legale di fiducia di Alessio Scardina, ha dichiarato:”Omicidio volontario. In particolare sarebbe stata l’obliquità della traiettoria dall’alto al basso del colpo sparato dal fucile trovato nella casa del mio cliente a non far quadrare i conti, ma al mio cliente non sono stati contestati elementi per la volontà omicida”.

Pertanto la procura avrebbe elementi in grado di poter sostenere l’accusa di un delitto che non avrebbe radici accidentali, ma sarebbe arrivato al culmine di una situazione rimasta ancora coperta dal segreto istruttorio.

Da qui le difese avvocati Emi Roseo e Carlo Biondi che  continuano a sostenere la tesi dell’incidente , affermando:”Anche perché non ci sono stati contestati episodi che rientrino in un quadro organico per un episodio omicida”.

Il quadro della vicenda non è del tutto chiara e sin dai primissimi momenti.

Tante, troppe omissioni e aspetti davvero poco chiari nel racconto di Tognini e Scardina a spiegazione della tragedia.

“Aspetti che sono stati però nuovamente chiariti davanti al pm e soprattutto attengono alla condotta dell’occultamento del cadavere di Andrea Macciò”.

Tuttavia  Scardina al momento del colpo mortale sparato da Tognini non sarebbe stato in casa, bensì sarebbe stato in auto per prendere le sigarette come ha bene spiegato agli inquirenti proprio nel momento che fu scoperto il cadavere.

Al momento sono ancora davvero troppi gli aspetti che sono davvero poco chiari per la magistratura.

L’autopsia, oltre a rivelare la traiettoria anomala del colpo, ha rivelato anche la positività della vittima alla droga.

 

 

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