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Onofrio Lorusso suicida dopo gli attentati incendiari

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Il Gran Caffè Royal di Triggiano (Ba) era la sua vita e dopo che qualcuno ha deciso di distruggerlo appiccando il fuoco, Onofrio Lorusso ha vissuto un periodo di sconforto che potrebbe averlo spinto al suicidio. Il settantenne ha deciso di togliersi la vita nella notte tra venerdì e sabato della scorsa settimana. Alcune persone vicine all’uomo sostengono che fosse vittima del racket delle estorsioni perché il bar è stato incendiato due volte. Ora tocca al figlio Francesco portare avanti l’attività di famiglia.

onofrio lorussoI Lorusso sono molto conosciuti a Triggiano. Sono persone per bene e grandi lavoratori. Il bar è stato passato ai raggi-x dai Ris della compagnia di Triggiano, mentre i Carabinieri del comando di stazione hanno passato al setaccio la vita di Onofrio Lorusso senza trovare nemici o frequentazioni sospette.

Correva l’anno 1953, lo stesso di «Vacanze Romane», dell’assalto dei ribelli di Fidel Castro alla Caserma Moncada e della vittoria di Hemingway al Pulitzer con il romanzo «Il vecchio e il mare». All’ingresso di Triggiano, in Via Giovanni Casalino, Onofrio Lorusso alzava per la prima volta la saracinesca del suo bar. Chi giungeva in città dalla statale 100 si fermava a bere un caffè, a prendere una pasta con la crema o per un aperitivo mordi e fuggi. Dopo tanti anni di onorata carriera dietro il bancone, aveva deciso di cedere il grembiule a suo figlio e di assicurargli un futuro.

Il 16 e il 27 marzo qualcuno ha deciso di appiccare il fuoco allo storico bar di Triggiano. Dopo il primo incendio il locale è stato riaperto ma da un mese la saracinesca non è più stata alzata e per Onofrio Lorusso era un vero colpo al cuore. Cercava di incoraggiare il figlio a non fermarsi e a ripartire, di nascosto però pensava al grosso impegno economico che avrebbe dovuto sostenere la sua famiglia. Nessuno immaginava che avrebbe mai potuto compiere un simile gesto. Non ha lasciato nessun biglietto. Accanto alla saracinesa ancora abbassata è stato attaccato il manifesto. I Carabinieri lavorano senza sosta per cercare delle prove che possano collegare il duplice incendio al suicidio.

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