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Oscar Pistorius esce dal carcere: sconterà la sua condanna agli arresti domiciliari

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oscar pistoriusOscar Pistorius, accusato di aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp, è uscito dal carcere per scontare agli arresti domiciliari i restanti quattro anni della condanna

Era il 14 febbraio del 2013 quando Oscar Pistorius uccise con un quattro colpi di pistola la compagna Reeva Steenkamp. L’ex atleta paraolimpionico e la difesa hanno sempre sostenuto che l’omicidio avvenne per errore. L’uomo avrebbe scambiato la ragazza per un ladro e quindi quei proiettili mortali erano destinati ad un presunto malvivente, in realtà mai esistito, che si nascondeva dietro la porta del bagno della sua villetta.

Dopo aver scontato un anno circa in un carcere sudafricano, l’atleta si è trasferito a casa dello zio in libertà vigilata. Pistorius però non può cantare ancora vittoria poiché il 3 novembre si terrà il processo d’appello che potrebbe dare una svolta negativa alla sua condanna che attualmente è soltanto di cinque anni. Se l’ex campione dovesse essere accusato di omicidio volontario, la pena potrebbe essere più pesante di quella attuale.

Intanto, come pubblicato da Panorama.it, la famiglia della vittima continua a sostenere che Oscar Pistorius abbia ucciso per gelosia. “Siamo ossessionati dall’incubo di immaginare nostra figlia indifesa chiedere aiuto disperatamente dietro una porta e poi soffrire per una morte terribile – hanno dichiarato i genitori di Reeva – Pistorius ha perso molto, la sua fama, i suoi soldi, ma Reeva ha perso la vita, la possibilità di essere madre, moglie e di perseguire una carriera che era solo all’inizio. Adesso non respira più”.

La scrittrice Louise Ferriera, come riferito dall’Agi.it, ha così commentato quanto accaduto nelle ultime ore: “Può non essere stato riconosciuto colpevole di omicidio volontario, ma è un nuovo caso in cui una donna sudafricana è stata uccisa dal partner e non credo che il tempo trascorso in prigione rifletta la gravità del reato o dell’epidemia di violenze contro le donne”.

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