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Padova: nuovo suicidio per crisi, giovane donna si impicca

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Una giovanissima romena residente a Padova con il compagno è stava trovata impiccata con un foulard. A ritrovarla è stato proprio l’uomo, un connazionale di 26 anni. La coppia viveva un momento familiare piuttosto tragico. Da qualche tempo lui era senza lavoro e lei si prostituiva. Nonostante le indagini siano ancora in corso è evidente che si tratta di un suicidio.

suicidioEnnesima tragedia della crisi a Padova, a farne le spese un’anima ancora troppo giovane e già segnata dal problema della disoccupazione. La romena 21enne era giunta in Italia con il sogno di una vita migliore ma si è ritrovata a fare la prostituta per far fronte alle spese familiari. Il suo ragazzo aveva perso il lavoro e lei aveva deciso di prostituirsi.

Secondo le prime indiscrezioni pare che i due avessero litigato furiosamente perché il ventiseienne non accettava il lavoro della sua ragazza. La tragedia è avvenuta in Via Cilea, a Padova. L’uomo è stato ascoltato a lungo perché è stato proprio lui a trovare il cadavere. Ai militari ha raccontato che le cose non andavano molto bene e che la ragazza era caduta in un profondo stato di depressione perché quel lavoro non le piaceva affatto.

Scorrendo le notizie di cronaca nera negli ultimi giorni, abbiamo notato che si sono moltiplicati i casi di suicidio che riguardano giovani e meno giovani, e soprattutto imprenditori. Lo scorso 12 maggio il titolare di un albergo nel teramano ha tentato il suicidio con un colpo di pistola. Ha solo 51 anni e ha scelto di suicidarsi proprio davanti alla sua attività. Ultimamente aveva registrato un caldo di affari ed era depresso a causa della recente morte della sorella. Per i medici non c’è stato altro da fare che dichiarare la morte celebrale.

E per due storie tragiche ce n’è una lieto fine. Un artigiano catanese si è finto un reporter ed è salito sul tetto dell’Università minacciando il suicidio. Fortunatamente sono giunti i carabinieri che l’hanno tratto in salvo e predisposto il ricovero in regime di TSO, d’accordo con i medici del nosocomio catanese. Il “salvataggio” è avvenuto grazie ad un militare che ha provato ad immedesimarsi nelle condizioni dell’uomo.

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