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Delitti ItalianiIl “palazzo degli orrori”, la sorella dell’orco: “Il piccolo Antonio ucciso dalla madre”
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Il “palazzo degli orrori”, la sorella dell’orco: “Il piccolo Antonio ucciso dalla madre”

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fortuna-loffredoAntonietta Caputo, sorella di Raimondo Caputo, l’uomo accusato di aver seviziato ed ucciso la piccola Fortuna, difende il fratello da ogni accusa e nega che l’uomo abbia a che fare anche con la morte di Antonio Giglio, morto a 4 anni proprio come Fortuna

Tanti sono i misteri che ruotano intorno alla morte del piccolo Antonio Giglio, del quale sarà probabilmente riesumata la salma per poter scoprire se quest’ultimo sia stato violentato o meno prima di volare giù dallo stesso palazzo dove un anno dopo è morta Fortuna Loffredo. I sospetti sarebbero che Raimondo Caputo, compagno della madre di Antonio, possa aver abusato anche del bimbo per poi ucciderlo. A difenderlo è però la sorella, che punta il dito contro la mamma del piccolo: “Antonio è stato ucciso dalla madre, mio fratello non c’entra niente con la morte del bambino. Non c’era neanche, a casa, quando il piccino è precipitato dal settimo piano”.

“Quel 27 aprile di tre anni fa – continua Antonietta Caputo – Antonio era con la mamma e la nonna nella casa di quest’ultima, al settimo piano del palazzo. Il bambino e la madre Marianna sono andati insieme in camera da letto per guardare l’elicottero. Da quella porta è uscita, in evidente stato di disagio psicologico, la signora Fabozzi. Mi hanno chiesto sia lei che la madre di mentire, di dire che il bambino era solo quando è caduto. Non era solo, c’era la madre. Mio fratello non c’entra. Se è responsabile di altri reati, deve pagare, ma in questo caso è innocente”.

La compagna di Raimondo Caputo aveva dichiarato che il bimbo era scappato nella stanza da letto e che, per vedere l’elicottero dei carabinieri, si era sporto troppo cadendo accidentalmente dalla finestra. In quella stanza, stando sempre alle dichiarazioni della donna, era solo, cosa smentita invece dalla sorella di Raimondo: “L’ho vista spingere Antonio nel vuoto. Io ero in casa e ho assistito alla scena. Accanto a me c’era anche la nonna di Antonio. La nonna e Marianna hanno poi detto ai carabinieri che Antonio era da solo nella stanza e che era caduto sporgendosi dalla finestra per vedere un elicottero della polizia che sorvolava il palazzo. Ma io le bugie non le dico, soprattutto se c’è in mezzo la morte di una creatura innocente”.

La donna accusata si difende: “Mia cognata dice falsità. Non era presente in casa al momento della disgrazia. E poi perché queste accuse non le ha fatte subito, ma solo a quasi due anni dalla morte di Antonio? La verità è che Antonietta si è voluta vendicare perché aveva litigato con il fratello e lui l’aveva cacciata da casa”.

Fonte: Iltempo.itIlgiornale.it

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