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Palermo: misterioso omicidio di un benzinaio

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Il benzinaio della Esso di Piazza Lolli, deceduto dopo un agguato, poco prima di morire, ha fornito alcuni dettagli sull’identikit del killer. L’uomo col pizzetto potrebbe essere residente nei quartieri di Noce e Zisa. Intanto la polizia segue diverse piste perché quella che aveva i contorni di una rapina potrebbe essere un’esecuzione mafiosa.

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Foto: Giormale di Sicilia

É stato un pomeriggio di sangue quello che ha scosso la citta di Palermo. Ma dietro la rapina potrebbe nascondersi altro. Il proprietario della benzina Esso di Piazza Lolli è Salvatore Nangano, fratello di Francesco Nangano, considerato vicino alla mafia di Brancaccio e deceduto in un altro agguato nel 2013. Un ordine che arrivò dal carcere. Nicola Lombardo, il benzinanio di 44 anni, è stato colpito con un’arma da fuoco. Quando sono arrivati i primi soccorsi era ancora vivo, ma è deceduto qualche ora dopo. Secondo alcune indiscrezioni, le ultime parole pronunciate da Lombardo sono importanti per stabilire l’indentità del suo aguzzino. Si tratta di un uomo col pizzetto sui sessantanni. Il dettaglio è stato confermato da alcuni testimoni presenti sul luogo in cui è avvenuto l’agguato.

Probabilmente l’uomo col pizzetto aveva un complice ed era alla guida dell’auto che intorno alle 15 si è fermata nell’area di servizio. Il killer ha chiesto al benzinanio dei soldi, lo ha sparato e poi si è dato alla fuga a bordo di una Fiat Punto di colore grigio scuro. Secondo gli agenti della squadra mobile, queste circostanze farebbero escludere la rapina, anche perché il killer non ha preso i soldi.

L’omicidio del benzinaio fa accendere ancora una volta i riflettori su Piazza Lolli, considerata “calda”. Lo scorso anno due uomini con il volto coperto, vennero fermati a bordo di un’automobile rubata. Dai controlli emerse che avevano le pistole cariche. Immediatamente si pensò ad una rapina, ma dalle indagini successive emerse che erano collegati all’omicidio del pregiudicato Giuseppe Di Giacomo, avvenuto una settimana prima.

Seguiremo il caso e, nei prossimi giorni vi daremo nuovi dettagli su questa faida mafiosa.

Fonte: Palermo Today

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