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NewsPaola Rizzello e Angelica Pirtoli: dopo 24 anni, preso chi le ha uccise

Paola Rizzello e Angelica Pirtoli: dopo 24 anni, preso chi le ha uccise

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Un mistero lungo 24 anni, e una storia che nel Salento è ricordata da tutti. Per la sua brutalità, e anche per tutto ciò che cela dietro. Oggi, finalmente, Paola Rizzello e la piccola Angelica possono riposare in pace: il killer che le ha uccise è stato arrestato.

paola rizzello---Era la sera del 20 marzo 1991: Paola Rizzello e sua figlia Angelica (di soli 2 anni) si recano al loro ultimo appuntamento.  Quello con la morte. Già, perchè Paola era una ragazza di soli 27 anni, e sua figlia una vittima innocente.

Paola Rizzello faceva abitualmente uso di droga, e i suoi amici erano spacciatori e criminali. Non solo: la donna aveva avuto una relazione con il boss del paese, Luigi Giannelli, e al momento della sua scomparsa aveva una relazione con il suo braccio destro, Donato Mercuri.

Secondo le ultime ricostruzioni, la moglie di Giannelli, Anna De Matteis, nutriva un profondo odio verso Paola Rizzello. Non solo perchè era stata l’amante del marito, ma anche perchè continuava ad intrattenere rapporti (di tipo epistolare) con l’uomo anche in carcere.

Non solo: la donna si vantava in paese delle sue amicizie, e l’essere la “donna” del braccio destro di Giannelli la faceva sentire quasi una dea. Tanto che conosceva tutti i nascondigli del clan, ed aveva accesso infinito alla droga che, come è emerso, consumava in grandi quantità.

Anna De Matteis, secondo quanto si apprende, parlò al marito di questa “scheggia impazzita”,  e le conseguenze furono inevitabili. A questa conclusione, però, ci si arriverà molto più in là: è il 1999, e il processo è alle battute finali. Una testimonianza, però, cambia tutto.

Luigi De Matteis, cognato del boss, e uomo di fiducia di Mercuri vuole togliersi questo peso dallo stomaco, e spiega come sono andati realmente i fatti: era stato Giannelli ad ordinare a Mercuri di occuparsi di Paola Rizzello. Questi incaricò Luigi De Matteis e suo cognato Biagio Toma.

I due aspettarono Paola sotto casa, e la invitarono a salire: la donna portò con sè la piccola Angelica (dato che non sapeva a chi affidarla), e una volta giunti in un casolare di campagna, De Matteis le puntò il fucile contro. La donna lo prese quasi in giro, e subito dopo partirono due colpi: uno allo stomaco e uno poco sotto la gola.

Il secondo colpo sfiorò il piedino di Angelica che iniziò a piangere. I due killer se ne andarono, lasciando Paola morta e la figlia al suo fianco disperata. Non sapevano come comportarsi, ma Mercuri gli intimò di finire il lavoro: “Voi sapete cosa fare”.

4 parole che cambiarono il destino di Angelica: Toma la prese per i piedi e la sbattè contro il muro per 4-5 volte. Il processo si chiuse con la condanna dei mandanti. Tuttavia, su Toma non vennero ritrovate tracce: sopo 15 anni è arrivata la testimonianza di un uomo a cui venne chiesto di spostare il sacco che custodiva la piccola Angelica, da un punto all’altra della campagna tra Casarano e Parabita.

A fine gennaio sono scattate le manette: la piccola Angelica, e sua madre, ora possono riposare in pace.

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