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NewsPaolo Bovi, fondatore dei Modà, confessa: “Sono malato di pedofilia”

Paolo Bovi, fondatore dei Modà, confessa: “Sono malato di pedofilia”

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Paolo BoviPaolo Bovi, ex fonico e fondatore del noto gruppo musicale dei Modà, è stato condannato a 5 anni e mezzo di reclusione per violenza sessuale su minori. L’uomo ha confessato questo suo grande problema in una lettera destinata ai genitori

“Sono ammalato di pedofilia: l’ho capito quando per la prima volta alle superiori ho sentito quella parola e l’ho cercata sul vocabolario. Sono sempre stato un bambino sensibile, dolce e sincero – si può leggere nella lettera inviata da Paolo Bovi alla famiglia- e ho sempre creduto che ogni cosa che dicevano papà e mamma fosse la verità. Per me quello che mi dicevano i miei genitori era la cosa più importante. Sono sempre stato buono e volevo conoscere il mondo come tutti. Purtroppo, e ve lo dico con certezza, sono ammalato di pedofilia.”

Paolo Bovi era stato denunciato per abusi sessuali da tre ragazzini che sarebbero stati violentati nel 2011 mentre l’uomo ricopriva il ruolo di educatore in una parrocchia vicino Milano. Le molestie sarebbero state consumate in luoghi esterni alla struttura religiosa.

“Non mi sentivo in grado di dire di no, perché ho sempre seguito i suoi consigli anche in campeggio e gli sono sempre andato dietro: non era uno sconosciuto ma lo sentivo come un fratello grande del quale fidarmi ciecamente. Mi sono sentito tradito e poi ho compreso che era successa una cosa gravissima”, ha dichiarato una delle vittime che all’epoca dei fatti aveva 15 anni.

Paolo Bovi avrebbe abusato del minore nel suo studio di registrazione costringendo il giovane ragazzino a partecipare ad un”gioco” in cui bisognava scegliere una penitenza tra bere rum o togliersi un capo di abbigliamento: “Ricordo che dopo tanto rum mi girava la testa e mi veniva da ridere a quel punto lui ha detto che si toglieva le mutande e io dovevo togliere sia i pantaloncini che le mutande”.

L’uomo inoltre, è stato condannato anche per aver cercato di evadere e tentare di togliersi la vita nel marzo scorso manomettendo il braccialetto elettronico mentre si trovava agli arresti domiciliari.

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