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Parco Verde: a Caivano morto un altro bambino prima di Antonio e Fortuna Loffredo

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L’avvocato del padre di Fortuna Loffredo ha parlato della rete di pedofili di Parco Verde. Prima della figlia e di Antonio Giglio, un altro bambino era morto in circostanze simili. Il racconto sul settimanale Giallo.

fortunaIl vaso di pandora di Parco Verde è stato scoperchiato, facendo uscire storie di abusi e violenze ai danni di minori. Forse se il caso di Fortuna Loffredo non avesse avuto molta rilevanza mediatica, i bambini sarebbero volati ancora giù dai balconi e dai terrazzi per una tragica fatalità. Circa 11 anni fa, precisamente nel 2005, anche Andrea precipitò giù dai palazzi dell’orrore. L’avvocato Pisani, che assiste il padre di Fortuna Loffredo, ha rivelato al settimanale Giallo questa importante novità.

Per l’omicidio di Antonio Giglio, avvenuto nel 2013, la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Ora però, grazie alla testimonianza dell’amichetta di Fortuna Loffredo, si è aperto un varco nel muro di omertà costruito dagli adulti qualche giorno dopo la morte della piccola. Mimma Guardato, sapeva che a Chicca avevano fatto del male, da qualche tempo accusava dolori alle parti intime e scappava via quando la madre le faceva delle domande.

Gli inquirenti hanno scoperto che i bambini venivano venduti ai pedofili per somme di denaro irrisorie. Ma il particolare più agghiacciante è che questi genitori erano senza scrupoli, come Marianna Fabozzi, la compagna di Raimondo Caputo, e madre della piccola, che ha raccontato quello che succedeva nella loro casa. Tutto avveniva sotto gli occhi compiacenti della donna che consolava lei e le sue sorelle dicendo: «Poi passa». Ora la Fabozzi è tornata in carcere per aver violato gli arresti domiciliari, anche lei ha rischiato grosso, le detenute infatti l’hanno linciata, e gli agenti sono riusciti a salvarla a fatica.

Intanto il 18 e 19 maggio, al tribunale di Napoli, si terrà l’incidente probatorio. Verranno ascoltate le figlie di Marianna Fabozzi, di 11, 6 e 4 anni, che con le loro testimonianze hanno reso giustizia al fratellino Antonio e a Fortuna Loffredo.

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