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Parla Riccardo Viti, il maniaco di Firenze: “Le donne non mi volevano”

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Riccardo VitiRiccardo Viti ha deciso di parlare e di spiegare perchè è arrivato ad uccidere la povera Andrea dopo numerose violenze su altre donne. A maggio di due anni fa litigò con una prostituta ed è stato subito riconosciuto dall’agente

Riccardo Viti, apparentemente un uomo come tanti, un comune 55enne, idraulico e sposato dal 2005 con una ucraina, ha ammesso di essere stato l’autore dell‘omicidio di Andrea Cristina Zamifr e di aver violentato tante altre prostitute: “Le donne non mi volevano, nemmeno quando ero giovane. E allora mi ha sopraffatto un senso di rivalsa verso le donne”.

Tutto è iniziato circa 35 anni fa dopo aver letto un fumetto sadomaso e osservato attentamente quelle immagini che lo hanno catturato e condotto a ripetere continuamente il suo gioco erotico preferito fatto con le prostitute. Le cercava tutte nella periferia della città, le chiedeva di salire a bordo e di spogliarsi mentre le conduceva in una zona appartata, poi, le legava e iniziava la violenza sessuale con un manico di legno di una scopa.

Un poliziotto durante le indagini lo ha subito riconosciuto, poichè nel maggio 2012 intervenì per una lite tra un cliente ed una prostituta e quel cliente era proprio Riccardo Viti: “Mi è salita una sensazione dalla schiena, e ho sentito che mi attraversava il corpo fino ad arrivare alla testa. Lui non mi ha riconosciuto, io sì. La stessa persona, non ha cambiato fisionomia. Un uomo normale, l’assassino della porta accanto. Erano circa le 5 di mattina – ha raccontato l’agente – con un collega eravamo fermi in piazza Gaddi quando abbiamo notato un furgone con all’interno una ragazza che urlava. Abbiamo proceduto al controllo e constatato che la ragazza era una prostituta tossicodipendente. Il cliente diceva che non voleva più avere un rapporto con lei perchè aveva visto che era drogata. La voleva far scendere dal mezzo e la ragazza invece voleva 80 euro. Nell’occasione Viti mostrò un atteggiamento molto tranquillo. Quando leggevo i giornali e i colleghi mi chiamavano per raccontarmi di questo omicida mi è tornato alla memoria il fatto. Allora ho chiamato il mio dirigente, gli ho spiegato la situazione e sono stati fatti tutti gli accertamenti su Viti”.

E intanto la madre di Riccardo Viti disperata continua a difendere il proprio figlio che tutti hanno etichettato come una bestia della porta accanto: “L’immagine che hanno costruito di mio figlio non corrisponde alla realtà. Riccardo non è una bestia”.

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