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Delitti ItalianiUscite le motivazioni della Cassazione: Parolisi uccise Melania Rea in uno scoppio d’ira, ma non ci fu crudeltà

Uscite le motivazioni della Cassazione: Parolisi uccise Melania Rea in uno scoppio d’ira, ma non ci fu crudeltà

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L’ennesima controversia italiana: il caporalmaggiore Parolisi uccise la moglie Melania Rea in uno scoppio d’ira, ma agì senza crudeltà. Da questo punto viene richiesta la diminuzione della pena.

parolisi salvatoreEra il 18 aprile 2011:  Melania, il marito Salvatore e la piccola Vittoria stanno facendo un pic nic. All’improvviso, uno scatto d’ira e la donna viene uccisa con 36 pugnalate. Parolisi, nei giorni seguenti, continuerà a sostenere la sua innocenza, ma alla fine la verità emergerà nella sua drammaticità: l’ha uccisa lui.

Alla base del gesto uno scatto d’ira scatenato dalle relazioni extraconiugali dell’uomo, e che Melania aveva scoperto. Parolisi è stato condannato all’ergastolo, ma dallo scorso 10 febbraio la Cassazione ha stabilito che la pena debba essere ridotta, in quanto l’uomo non agì con crudeltà.

Già, perchè 36 coltellate non sono dettate dalla crudeltà! Rimane il fatto che il verdetto è stato firmato dall’ex pm anticamorra Raffaello Magi, della prima sezione penale della Suprema Corte. Ora, la palla andrà nelle mani della Corte d’assise d’appello di Perugia, la quale dovrà ricalcolare la pena al ribasso.

Tra le motivazioni espresse nella sentenza, si legge una frase alquanto chiara e inquietante. Il caporalmaggiore Parolisi ha lasciato in stato agonico Melania Rea, ma questo gesto non può “assimilare la crudeltà all’assenza di tentativi di soccorso alla vittima (che presuppongono una modifica sostanziale del finalismo che ha generato l’azione)”.

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