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Pensionato spara ed uccide giovane ladro: dubbi sulla dinamica dei fatti

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Francesco ScignanoA sparare ad un ladro albanese di 22 anni è stato Francesco Scignano, pensionato di Vaprio d’Adda, che la notte tra lunedì e martedì ha fatto fuoco sul malvivente uccidendolo. Giallo sulla dinamica dei fatti

Ha ucciso per difendersi, è questo quello che da giorni sostiene il pensionato che potrebbe essere accusato di omicidio volontario.

Agli investigatori Scignano aveva raccontato di essersi svegliato nella notte e di aver trovato il ladro in casa: “Mi sono svegliato di soprassalto perché avevo sentito dei rumori. E visto che non era la prima volta e non ne potevo più ho preso la pistola. Fuori dalla stanza da letto mi sono visto puntare una luce negli occhi e ho sparato. Poi sono uscito sul terrazzino, ho visto altri due che uscivano scavalcando e ho fatto fuoco 4-5 volte in aria. Ma non volevo ammazzarlo, non volevo, davvero. Mi dispiace per quel ragazzo”.

A confermare quanto dichiarato è stato l’avvocato dell’uomo: “Il mio assistito ha raccontato di aver visto l’ombra di un uomo nella cucina della sua casa, e di avergli detto ‘cosa stai facendo’, a quel punto l’uomo invece di allontanarsi gli è venuto incontro come per aggredirlo e lui ha sparato. In casa per ora è stato trovato solo un proiettile inesploso: per questo saranno decisivi gli esami balistici”.

Una ricostruzione dei fatti che però non convince gli inquirenti. Dopo i primi esami effettuati nella villetta del pensionato, non sarebbero state rinvenute tracce di sangue all’interno dell’abitazione ma soltanto all’esterno. Com’è possibile che dopo lo sparo il ladro non abbia perso nemmeno una goccia di sangue? Perché il pensionato ha raccontato di aver sparato al ladro mentre era in cucina? Si presume dunque che Francesco Scignano abbia sparato quando il 22enne, trovato senza armi, era ancora fuori dall’abitazione. Il ladro è morto a causa di un proiettile sparato dall’alto verso il basso, come se il pensionato avesse sparato dalla cima delle scale esterne dell’abitazione verso i gradini più in basso.

L’indagato continua però a dichiarare di aver sparato in casa ma che il ladro, una volta colpito, sarebbe riuscito a raggiungere le scale esterne uscendo da una finestra, passando su una grondaia e su un terrazzo per poi fermarsi nel punto in cui è deceduto. Tutto questo con un proiettile al cuore, cosa che gli inquirenti credono quasi impossibile.

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