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Phil Spector, l’ex produttore dei Beatles avrebbe il Parkinson

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Una volta era il produttore musicale più influente e famoso di tutti i tempi, oggi è un uomo segnato dalla malattia e dalla vecchiaia: Phil Spector

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Phil Spector, il produttore dei Beatles che fu il fautore del successo dell’ultima hit dei Beatles “Let It BE”, sta scontando una pena di diciannove anni di carcere per l’omicidio dell’attrice Lana Clarkson, morta nel 2003.

Durante il processo aveva sostenuto a gran voce di essere innocente e che era la stessa Clarkson a spararsi in bocca per la frustrazione di non essersi ancora affermata come attrice ma il giudice non gli ha creduto, giudicandolo colpevole nel 2009 a fine processo.

Nonostante la posta in gioco molto elevata, Spector aveva mantenuto il suo estro sfoggiando acconciature strampalate e look del tutto improbabili. I cinque anni in carcere, però, non gli hanno fatto per nulla bene.

Come testimoniato dalla moglie Rachelle e dalla figlia Nicole, che l’hanno sempre sostenuto contro tutti e tutto, Phil sarebbe vittima di un repentino deperimento fisico e psichico pare, secondo alcune voci, al morbo di Parkinson.

La cosa ancora più inquietante è che a partire dall’ultimo lavoro musicale da lui prodotto, ovvero “End Of The Century” dei Ramones, in  qualsiasi documentario, film, intervista e testimonianze, Phil Spector è descritto parlando al passato, come se già fosse morto.

E associare queste parole alla sua ultima foto segnaletica che ritrae un uomo arrivato alla parabola finale della sua vita rock, fa ancora più effetto.

Dell’uomo con un’indole a dir poco eccentrica e con un grande amore per le armi – amore che sfoderò con John Lennon in occasione dell’alterco – non rimane più nulla.

Le uniche cose che lasceranno una testimonianza del suo passaggio sulla Terra, oltre a questo processo, sarà il grande patrimonio artistico lasciato in ambito musicale. Perché tutto passa, ma la musica rock è per sempre.

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