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Piombino – inchiesta ” morte in corsia” si allunga la lista delle morti sospette

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Massimo Ferrari e la sorella Franca, figli di un paziente ricoverato nella struttura che oggi è al centro di un’inchiesta,  dopo aver saputo dai giornali che  l’infermiera Fausta Bonino è stata arrestata hanno deciso di farsi avanti e si sono rivolti a un legale.

Piombino inchiesta morte in corsia (2)Fausta Bonino accusata per ora di aver ucciso tredici pazienti, potrebbe essere la responsabile di altri numerosi decessi “anomali”, tutti collegati dallo stesso particolare: emorragia post mortem, cioè perdita di sangue copioso dal corpo.  I fratelli Ferrari ripensando ad alcuni dettagli inerenti al decesso del loro padre, hanno deciso di rivolgersi a un legale, l’avvocato Rosy Di Falco, per chiarire alcuni aspetti che oggi alla luce dei fatti emersi dall’ospedale di Piombino sono più che mai sospetti.

Ecco qui di seguito cosa hanno dichiarato Massimo e Franca Ferrari:   “Aveva solo una polmonite ( ndr: il padre ricoverato) ma morì dopo alcuni giorni in rianimazione, a Villamarina. E quando andammo per vestirlo, quelli della Pubblica assistenza non ci fecero entrare perché dissero che babbo perdeva ancora troppo sangue dalle orecchie, non sapevano come fare, dovevano inventarsi dei tappi con le garze”.

L’avvocato dei Ferrari sulla base dei sospetti sorti, ha fatto richiesta all’Asl di visionare la cartella clinica di Gianfranco Ferrari, di 81 anni, deceduto il 21 agosto 2015 a Villamarina; la morte, è stato dichiarato è sopravvenuta per una crisi respiratoria. L’uomo venne ricoverato due volte, la prima volta venne dimesso in breve tempo dopo avergli diagnosticato solo “disidratazione”, poi il 10 agosto entrò in ospedale per la seconda volta, e i medici rilevarono la presenza di una polmonite.

Il paziente rimase nel reparto di medicina fino al giorno 16; poi venne trasferito nel reparto di rianimazione, il 17, le condizioni dell’uomo ebbero una rilevante ripresa tantè che il primario del reparto Michele Casalis comunicò ai parenti che lo avrebbero rimandato in medicina; sconcertante invece quello che accadde quattro giorni dopo, cioè il 21 agosto del 2015…Gianfranco Ferrari morì. Da sottolineare che in quel periodo a Villamarina era in atto un problema con diversi pazienti che manifestarono lo stesso strano  esito, lo “scoagulamento”; per questo motivo era stata aperta un’inchiesta dei carabinieri del Nas. Il cadavere di Gianfranco Ferrari non è stato cremato, quindi senza dubbio ne verrà richiesta la riesumazione.

La morte di Ferrari si colloca nel mezzo della lista ufficiale di malati deceduti per mano dell’infermiera killer, cioè tra il gennaio 2014, quando morì la prima vittima della Bonino e la dodicesima, ovvero Marcella Ferri, uccisa il 9 agosto e Bruno Carletti,  cioè il tredicesimo, ucciso il 29 settembre.  Tutte morti inspiegabili avvenute nel corso di ricoveri per patologie curabili e in via di ripresa, decessi tutti legati a perdita di sangue inarrestabile post mortem; questo dettaglio ha allertato altre otto famiglie che hanno perso un parente  non compreso in quell’elenco ma che è deceduto in maniera non chiara, altre otto famiglie che si sono rivolte agli avvocati.  Fausta Bonino con quelle micidiali iniezioni di eparina quante persone ha effettivamente ucciso?

 

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