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NewsProcesso Yara Gambirasio: il furgone di Massimo Bossetti era stato modificato, ecco le prove

Processo Yara Gambirasio: il furgone di Massimo Bossetti era stato modificato, ecco le prove

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Massimo Bossetti aveva fatto montare un serbatoio diverso sul suo furgone Daily Iveco. Questo dettaglio è stato fondamentale per i Ris per paragonare il mezzo con quello che si vede nei filmati girati dalle telecamere di sorveglianza la sera della scomparsa di Yara Gambirasio.

BossettiSul settimanale Giallo (n. 46) è spiegato perché il video del furgone di Massimo Bossetti non è un “tarocco”, così come lo ha definito la difesa. Il giudice Antonella Bertoja ha messo fine alla discussione che ha invaso tv e giornali dicendo che se quel video modificato non è nella relazione dei Ris questo non ha valore ai fini processuali.

I carabinieri della scientifica hanno analizzato ore e ore di filmati registrati con cinque telecamere posizionate nei pressi della palestra e dell’abitazione di Yara Gambirasio. Attraverso programmi sofisticati sono state migliorate le immagini fisse, ma questo non significa che le altre sono state eliminate. I fotogrammi nitidi sono stati utilizzati per studiare il furgone ripreso e confrontarlo con quello di Massimo Bossetti. Il Daily Iveco dell’imputato è stato modificato, e il settimanale Giallo è venuto in possesso della fattura con cui si certifica la sostituzione del serbatoio da 70 litri con uno di 90 (lavori eseguiti nel 2003). Tra gli altri segni distintivi vi sono una macchia di ruggine, il cassone che sui modelli di serie è fisso ma questo è ribaltabile.

Le insinuazioni di alcuni giornalisti che mettono in dubbio il lavoro dei Ris sono infondate, ricordiamo che Luca Telese, che per primo ha innescato la polemica, è il conduttore di Matrix. In un’intercettazione tra Marita Comi e Massimo Bossetti si evince che la donna abbia ricevuto dei soldi per parlare in tv e che una parte dei compensi siano stati corrisposti anche ai legali. Tornando al video e alla presenza di Massimo Bossetti a Brembate Sopra la sera del 26 novembre 2010, lo stesso imputato ha ammesso in un interrogatorio di essere lì e ha cercato di fornire una giustificazione.

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