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Delitti ItalianiNewsProcesso Yara: nuovo testimone ” quella notte ho sentito delle urla da un furgone”
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Processo Yara: nuovo testimone ” quella notte ho sentito delle urla da un furgone”

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Il processo a carico di Massimo Bossetti, accusato di aver ucciso Yara Gambirasio, ha visto sfilare per deporre vari testimoni; tra gli altri anche una donna: Cinzia Fumagalli, residente ad Ambivere, che ha raccontato come il 26 novembre 2010, verso le 19 vide davanti a casa sua un furgone di colore  chiaro dal quale provenivano delle urla.

Yara Gambirasio_delitti.netLa Fumagalli ha specificato: un “grido mozzato a metà”. L’episodio descritto dalla testimone fa riferimento proprio al giorno della scomparsa di Yara. La dichiarazione in oggetto fu fatta dalla Fumagalli anche all’epoca dei fatti  agli inquirenti circa cinque giorni dopo, cioè l’uno di dicembre.

Cinzia Fumagalli in tribunale ha dichiarato: “Ho sentito un grido di una persona giovane, non so dire se maschio o femmina, era un grido mozzato a metà, proveniente da un furgone chiuso, di colore chiaro un po’ sporco che passava a velocità sostenuta. Mi sono ricordata del fatto quando ho saputo, il primo dicembre 2010, che erano iniziate le ricerche di Yara nel comune di Ambivere e l’indomani mi sono recata dai carabinieri per raccontarlo”.

Al processo a carico di Bossetti ha testimoniato anche il bibliotecario di Brembate di Sopra, infatti Yara si recava spesso nella biblioteca comunale per prendere in prestito i libri. Ecco le dichiarazioni dell’uomo: “Veniva più o meno una volta al mese e prendeva in prestito prevalentemente libri assegnati dall’insegnante” L’uomo ha anche specificato, in risposta ad alcune domande della difesa,  che Yara aveva preso di recente  in prestito un libro sul tema del bullismo e un altro volume intitolato “Brutta”. ( n.d.r. che potrebbe forse fare riferimento al romanzo di Constance Briscoe, edito da Corbaccio).

Ma in aula la testimonianza della Fumagalli non è stata la sola novità che ha destato clamore; l’atmosfera del processo era molto particolare e il dibattimento ha preso a un certo punto toni accesi durante la deposizione del custode della palestra frequentata da Yara; all’uomo i legali di Bossetti hanno fatto notare alcune incongruenze con le sue precedenti dichiarazioni. La situazione ha preso un tale andamento che ha fatto decidere alla Presidente della Corte Antonella Bertoja di sospendere la deposizione con questa motivazione: “è venuta meno qualsiasi genuinità delle prove” ed ha poi sottolineato che il custode della palestra era in aula come testimone e non come imputato. La puntualizzazione della Presidente ha innescato un commento da parte di uno degli avvocati di Bossetti che ha esclamato: “Per ora!”, a quel punto la Dott.Bertoja ha sospeso l’esame.

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