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Delitti dal mondoRaefe Ahkbar, uccide i membri della sua ex band e si suicida

Raefe Ahkbar, uccide i membri della sua ex band e si suicida

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L’autore della strage, Raefe Ahkbar, era stato allontanato dalla dalla band musicale “Yellow Dogs” fondata da lui stesso per un furto. Lui per ribellarsi ha ucciso tre membri su cinque della band e poi si è tolto la vita

Raefe Ahkbar era stato accusato di aver rubato soldi e attrezzi musicali della band che aveva fondato nel 2006 a Teheran, e per questo era stato cacciato dagli “Yellow Dogs”.

L’assassinio è avvenuto nella casa, a pochi passi da Williamsburg, in cui lo stesso Raefe Ahkbar condivideva con i suoi ex compagni fino al momento dell’allontanamento, sarebbero stati ritrovati dunque, nel “quartier generale” come i componendi della band chiamavano la loro abitazione, i tre corpi senza vita.

Raefe Ahkbar si è recato presso l’abitazione con una semiautomatica, ha sparato prima ad un 22enne che si trovava all’esterno dell’ingresso che per fortuna è stato solamente ferito, poi è entrato ed ha dato vita alla carneficina.

Ha ammazzato prima il chitarrista che si trovava al primo piano dell’appartamento, il 22enne Soroush Farazmand, poi si è recato al terzo piano dove ha invece ucciso il cantante, il 35enne Ali Eskandarian a cui prima di togliergli la vita secondo il New York Post gli avrebbe detto: “Perché mi ha portato fin qui per poi cacciarmi”, e poi il batterista Arash Farazmand.

Raefe AhkbarDopo aver ucciso i ragazzi, Raefe Ahkbar si è tolto la vita ed è stato infatti ritrovato dalla polizia sulla terrazza ormai cadavere con accanto la pistola semiautomatica con il quale ha ucciso i suoi ex compagni con il quale condivideva sogni e ambizioni fino ad un anno fa.

Ad essere sopravvissuti sono stati solo due ragazzi che hanno trovato rifugio nel bagno della casa, mentre gli altri due membri del gruppo al momento non erano presenti in casa.

I Yellow Dogs erano molto conosciuti nel quartiere tanto che un uomo che lavorava vicino al palazzo della strage ha dichiarato: “Sembravano molto gentili, assolutamente non violenti, ragazzi normalissimi. Non hanno mai causato problemi e li vedevo praticamente ogni giorno. E’ stato uno shock”.

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