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Delitto di Perugia, Raffaele e Amanda sono stati condannati

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Raffaele Sollecito e Amanda Knox sono colpevoli. Sono stati condannati a 25 anni lui e a 28 anni e sei mesi lei

La sentenza del processo per il delitto di Perugia è durata quasi dodici ore e, rispetto alla condanna di primo grado, per la studentessa americana sono stati dati due anni e mezzo in più mentre per il pugliese è stata riconfermata la condanna della prima sentenza.

Amanda ha ricevuto l’esito tramite telefono ed è rimasta impietrita dopo aver saputo che dovrà scontare tutta la sua giovinezza in carcere. Anche Raffaele è rimasto senza parole dopo che gli avvocati gli hanno comunicato la decisione presa dalla Corte d’Assise.

Per Patrick Lumumba dovranno essere pagati 12.650 euro di danni per essere stato vittima di calunnia a causa di Amanda, 4.500 euro per la padrona di casa in cui è avvenuto l’omicidio di Meredith, 11.000 euro per ciascuno dei fratelli della vittima e 15.000 euro per ciascun genitore.

In aula non erano presenti nè Amanda nè Raffaele che è uscito dal palazzo per recarsi in albergo e forse avrebbe addirittura lasciato Firenze: “Ora vado via. Ma tornerò dopo”.

condannatiI difensori della Knox avevano dichiarato prima del processo: “Non c’è altra possibilità che l’assoluzione. Amanda è innocente, siamo sereni. E’ sotto pressione ed è molto tesa, ma fiduciosa perché innocente.” 

Stephanie, la sorella di Mez, aveva invece detto: “Accetteremo qualunque decisione. Non vogliamo che siano condannate le persone sbagliate. Tutto quello che vogliamo è scoprire la verità su quello che è successo quella notte”.

L’avvocato Carlo Dalla Vedova, difensore di Amanda, durante il processo ha ribadito che il colpevole del delitto è Rudy, già condannato a 16 anni: Questo era un processo chiuso con una confessione (di Rudy Guede, condannato a 16 anni, ndr) che non è stata neanche presa in considerazione in questo giudizio.Valutate gli indizi. Non potete scrivere una sentenza di condanna basata sulla probabilità, dicendo che probabilmente è stata Amanda. Le sentenze nel nome del popolo italiano non lo consentono”.

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