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Delitti ItalianiRaffaele Sollecito: “La mia tesi non era per influenzare la Cassazione”

Raffaele Sollecito: “La mia tesi non era per influenzare la Cassazione”

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Il ragazzo pugliese condannato insieme ad Amanda Knox attende un responso definitivo e definisce il suo testo di laurea “un esperimento accademico”

raffaele sollecitoLa tesi sull’assassinio di Meredith Kercher? Non era un modo per influenzare la Cassazione e Raffaele Sollecito, che l’ha discussa soltanto qualche giorno fa, lo ribadisce in una lunga intervista al settimanale ‘Oggi’.

Anzi, il diretto interessato lo ritiene un affronto: “È offensivo nei miei confronti e verso i giudici pensare che possa tentare di influenzarli. Ho voluto fare solo un esperimento accademico dopo aver scoperto che, il giorno in cui sono stato condannato a Firenze e nei giorni successivi, l’interesse sulla mia vicenda sui social network ha subito un’impennata. Mi sono limitato a fare un’analisi del traffico sui siti, generato dalla notizia della sentenza di condanna, includendo nello studio il flusso di commenti di colpevolisti e innocentisti”.

Sollecito attende una decisione definitiva della Corte sulla condanna a 25 anni che ha subito per il delitto che scosse Perugia e ha fiducia nella giustizia: “Non voglio pensare che questa possa essere la mia ultima estate da uomo libero. Ho tanti progetti, non penso al carcere ma al mio futuro. Nel quale credo veramente. Dopo sette anni di inferno vorrei proprio avere una vita normale”.

Nella normalità rientra anche il rapporto con la sua attuale fidanzata, Greta Menegaldo, con la quale però per ora non fa progetti a lungo termine: “Non abbiamo parlato e non parliamo di matrimonio, non è il momento. Restiamo due fidanzati felici. Verrà il giorno in cui potremo fare dei progetti solo per noi”.

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