HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
FemminicidioRaffaella Presta, un selfie con il volto tumefatto prima di essere uccisa

Raffaella Presta, un selfie con il volto tumefatto prima di essere uccisa

di

violenza femminileRaffaella Presta è stata uccisa a 40 anni dal marito Francesco Rosi. Una settimana prima di essere ammazzata, aveva inviato alle amiche e al fratello una foto con il volto tumefatto

Era stata picchiata tanto da avere sul volto diversi lividi. Raffaella Presta aveva fatto vedere il suo viso tumefatto al fratello e alle amiche inviando un selfie tramite Whatsapp, applicazione che aveva installato su un numero che teneva nascosto al marito. Secondo quanto pubblicato dal Corriere.it, in quel messaggio, oltre alla fotografia, c’era scritto: “Incidente domestico, diciamo. Guardate come mi ha ridotta”.

Dopo una settimana da quel messaggio, Raffaella Presta è stata uccisa a fucilate proprio da chi giorni prima l’aveva massacrata di botte. Francesco Rosi ha raccontato di non aver premeditato l’omicidio della moglie, ma di avere quel fucile sempre carico per paura dei ladri che tempo prima avevano provato ad entrare nella sua abitazione. L’uomo ha poi confessato di aver fatto fuoco durante l’ennesima lite, in cui in un momento di follia ha voluto dire per sempre addio alla sua consorte con la quale aveva avuto un bimbo. A far scattare la furia omicida di Rosi, sarebbe stata proprio una frase pronunciata da Raffaella riguardo al figlio: “Non è figlio tuo”. Gelosia, rabbia e la paura di un imminente divorzio avrebbero contribuito a quel delitto che non sarà mai e poi mai giustificato.

Una storia che ha dell’incredibile e che ha sconvolto tutta Perugia e non solo. Raffaella Presta ha cercato invano di difendersi tanto che sul palmo di una mano è stata trovata una lesione, segno che la donna ha tentato, senza riuscirci, di spostare da sè la canna di quella maledetta pistola che ha messo fine alla sua vita.

“È una vicenda complessa – ha dichiarato il legale Luca Maoriche ha rovinato la vita di almeno quattro famiglie”.

Lascia un commento

Back to Top