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NewsRagazzina di 12 anni torturata e picchiata dalle amiche: il racconto del fratello

Ragazzina di 12 anni torturata e picchiata dalle amiche: il racconto del fratello

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Una 12enne è stata aggredita da due sue coetanee nell’appartamento di una delle due ragazzine, in un comune della provincia di Milano. Ecco il racconto choc del fratello della giovane vittima pubblicato dal Corriere.it

La 12enne vittima dell’aggressione è stata picchiata, insultata e non solo: “Io e la mia famiglia siamo sconcertati, amareggiati… se ci penso non trattengo la rabbia. Ma come si fa, dico io, a picchiare e bruciare i capelli a una ragazzina di dodici anni sola e indifesa? Ma per quale motivo? Cosa hanno creduto di fare quelle due ragazzine? Ora mia sorella è all’ospedale, sta male anche per le botte e i graffi. Ma soprattutto è spaventata, non riesce ancora a credere a ciò che le è successo”.

A fare del male alla 12enne sono state due sue amiche, le quali, secondo le prime indiscrezioni, avrebbero addirittura architettato a tavolino il violento piano. Queste ultime avrebbero infatti invitato la vittima di proposito a casa di una delle due, per poi mettere in pratica tutto: “Hanno cominciato a graffiarla e a colpirla al viso, alle gambe, alla schiena – ha raccontato il fratello – Poi, come se non bastasse, hanno cercato di dare fuoco ai suoi capelli. Per fortuna mia sorella è stata capace di spegnere da sola il fuoco che le bruciava in testa. Un incubo durato due ore. Ma è mai possibile comportarsi così, a quella età?”.

“Mia sorella – continua – non riusciva a parlare dal dolore e grazie all’aiuto di due ragazzi buoni che l’hanno soccorsa al termine di quell’incubo, mentre vagava vicino a un canale, l’abbiamo portata in ospedale, dove probabilmente rimarrà fino a domenica. I lividi e le botte passeranno presto, ma lo spavento e quell’esperienza terribile non svaniranno così presto dalla sua mente”.

Il perchè di questa aggressione non è ancora chiaro, a fornire qualche ipotesi è stato il sindaco del paese, che è anche una delle insegnanti delle tre ragazze: “Il razzismo non c’entra nulla, la famiglia della ragazza è integrata perfettamente. Forse la ragazza è stata presa di mira perché minuta, introversa e un po’ chiusa, forse anche a causa di un lieve deficit di apprendimento”.

Le due piccole aguzzine negano ogni responsabilità, accusandosi a vicenda. Anche le famiglie sembrerebbero voler difendere le rispettive figlie: “Saputo cosa era successo, ci siamo recati a casa delle famiglie delle ragazze e solo il padre di una di esse ci ha chiesto scusa. I genitori dell’altra hanno detto che la loro figlia non c’entra nulla, perché non è possibile che lei si sia macchiata di una cosa simile”.

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