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Ragazzini torturano, uccidono e seppelliscono bimbo di 6 anni: “Stavamo giocando”

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Gli assassini di Christopher Marquez, bimbo di soli 6 anni, hanno tutti tra gli 11 e i 15 anni. Questi ultimi avrebbero lapidato, accoltellato e poi sepolto il piccolo giustificandosi di aver “giocato a rapimento”. La tragedia è avvenuta a Ciudad Juarez

bimboLa tragica storia di Christopher arriva dal Messico ed ha letteralmente sconvolto l’opinione pubblica. Il bimbo di appena 6 anni è stato torturato, ammazzato e poi sepolto da cinque ragazzini che hanno vestito i panni di rapinatori per dare inizio ad un gioco drammatico.

I resti del bimbo sono stati trovati accanto ad un ruscello dopo che i genitori ne avevano denunciato la scomparsa. A confessare di aver ucciso il piccolo sono stati i ragazzini i quali avrebbero raccontato agli inquirenti di aver invitato Christoper a raccogliere della legna accanto a quel maledetto ruscello dove poco dopo si è dato inizio al terrificante “gioco”.

Durante l’interrogatorio, durato alcune ore, i giovani killer, che sarebbero vicini di casa della vittima, avrebbero raccontato di voler semplicemente giocare. Le due ragazzine e i tre maschi, si sono però trasformati in veri e propri carnefici: il piccolo, secondo le prime ricostruzioni del caso, è stato legato alle mani e ai piedi, lapidato, colpito a morte, sotterrato in una fossa scavata in precedenza e ricoperto con alcuni resti di un animale morto senza alcuna pietà.

I ragazzini stavano semplicemente giocando o avevano intenzione di uccidere il bimbo? Questa è la domanda che si pongono gli inquirenti poichè i giovani killer sono giovani ma non troppo da capire che in quel momento stavano togliendo in modo macabro la vita al loro piccolo compagno.

Intanto la procura continua le indagini sul caso e sulla scena del delitto tanti sono gli elementi davvero inquietanti: “Qui non siamo davanti a un caso poliziesco, ma a un caso di decomposizione sociale, di perdita dei valori”.

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