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Rapimento Aldo Moro, coinvolti anche i Servizi segreti?

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Rapimento Aldo Moro la Procura di Roma conferma la presenza in via Fani quella mattina del ’78 di Camillo Guglielmi, ex carabiniere e ufficiale del Sismi. Ma cosa ci facesse non è chiaro a nessuno

aldo moroA 36 anni di distanza, il rapimento e il delitto di Aldo Moro celano ancora molti misteri. Come quello legato alla presenza ormai accertata sul luogo del rapimento in via Fani di Camillo Guglielmi, allora ufficiale del Sismi.

Fu lo stesso Guglielmi, nel ’91, a raccontarlo al pm Luigi De Ficchy, giustificandosi però con un invito a pranzo ricevuto dal suo caro amico colonnello D’Ambrosio che abitava lì vicino. Una confessione poi smentita dallo stesso colonnello: “Guglielmi si è presentato a casa mia poco dopo le 9, non era affatto atteso e non esisteva alcun invito a pranzo. Si è intrattenuto per qualche minuto a casa mia ed è tornato in strada dicendo che doveva essere successo qualcosa”.

Guglielmi era un colonnello dei carabinieri andato in congedo proprio quell’anno diventando

consulente del Sismi come esperto di sicurezza e nel 1979 fu poi assegnato all’Ufficio controllo e sicurezza del Servizio per ‘controllare l’affidabilità del personale dipendente del Sismi’. Ora il procuratore generale di Roma Luigi Ciampoli ha acquisito la sua scheda di servizio, ma soprattutto scoperto che c’era il suo nome in un appunto scritto di suo pugno dal generale Gianadelio Maletti, il numero due del Sid (il Servizio informazioni difesa), condannato per favoreggiamento dei neofascisti accusati della strage di Piazza Fontana.

In quel documento del ’73 Camillo Guglielmi compare insieme ad altri tre ufficiali e si presume che tutti venissero impiegati in importanti operazioni internazionali. Ma come ha raccontato il procuratore militare di Padova Sergio Dini, ad inizio degli anni Settanta la base sarda di Capo Marrargiu (che era il centro operativo e di addestramento di Gladio) era a disposizione del reparto D dei Servizi Segreti per alcune ‘esercitazioni molto particolari’ che andavano dalla guerriglia urbana alla tecnica dell’imboscata’.

Ecco perché secondo la Procura romana la presenza di Gugliemi in via Fani è da collocare “senz’altro in relazione coi tragici eventi che in quella via e in quel giorno si verificarono”. Il colonnello poteva essere quindi imputato del reato di concorso nell’omicidio degli agenti della scorta di Aldo Moro, ma è morto nel ’92 e contro di lui non si può esercitare l’azione penale. Intano però è sempre più chiaro che in via Fani non c’erano solo quelli delle BR.

(Fonte Wired)

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