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Rapina con finte armi finita nel sangue: Ucciso un rapinatore e ferito un ragazzo

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rapinaIn una sparatoria durante una rapina avvenuta in un’area di servizio nei pressi della Tangenziale Ovest di Catania è stato ucciso un rapinatore, Francesco D’Arrigo, ed è stato ferito gravemente un 15enne che era suo complice

Un tragico bilancio quello della rapina che è avvenuta la notte scorsa sulla Tangenziale di Catania. La sparatoria in cui è rimasto ucciso Francesco D’Arrigo, 18 anni, e ferito un 15enne è avvenuta contro una pattuglia del servizio scorte della polizia che in quel momento si trovava a passare nei pressi dell’area di servizio per caso. Il 18enne è deceduto poco dopo il ricovero presso l’Ospedale Vittorio Emanuele a causa delle gravi ferite riportate.

Il tutto ha avuto inizio quando tre banditi sono scesi da un’auto impugnando due pistole identiche a quelle utilizzate dalle forze dell’ordine. Solo dopo la fine della sparatoria si è scoperto che le armi erano una riproduzione e che erano quindi finte.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, l’agente di polizia che si era recato nell’area di servizio per acquistare un pacchetto di sigarette avendo visto i tre ragazzi armati ha pensato di intervenire tempestivamente bloccando uno dei rapinatori che era già conosciuto alle forze dell’ordine e che era stato sottoposto alla misure cautelare degli arresti domiciliari per reati contro il patrimonio. I due complici hanno poi tentato la fuga dirigendosi verso l’uscita dove però sono stati bloccati da un altro poliziotto che ha gli ha sparato contro. Uno è deceduto poco dopo in ospedale mentre l’altro è ricoverato al Policlinico Universitario per una ferita alla testa.

Il quarto complice, che si trovava nell’auto pronto per fuggire dopo la rapina, è invece scappato durante la sparatoria.

L’esatta dinamica della rapina finita nel sangue sarà fornita dalle immagini registrate dalle telecamere di sicurezza che hanno potuto immortalare tutto ciò che è successo all’esterno e all’interno del distributore.

“Le armi erano esatte riproduzioni delle calibro 9 in dotazione alle forze dell’ordine ed era impossibile distinguerle dalle originali. – ha riferito il capo della Procura – I rapinatori erano armati ed hanno puntato l’arma contro una vittima e un poliziotto, quindi certamente c’era un fatto grave: la nostra inchiesta procederà accuratamente ma lo diciamo con chiarezza, consideriamo la polizia come parte offesa”.

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