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Renato Bellisari, massacrato con sette sprangate in testa

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Renato BellisariRenato Bellisari, pensionato di 77 anni, è stato ucciso nella sua abitazione con sette colpi di bastone o spranga sferrati con violenza alla testa

L’autopsia sul corpo senza vita di Renato Bellisari è stata eseguita dall’anatomopatologo Giuseppe Sciarra che ha consegnato elementi utili alle indagini.

L’allarme dell’omicidio è scattata venerdì sera quando i vicini dell’uomo si sono preoccupati di non averlo visto.

La vittima è stata massacrata da una impressionante sequenza di colpi sferrati con furia ed odio dal suo assassino. Tra i due non c’è stata alcuna colluttazione, sulle mani o sulle dita di Renato non ci sono segni di difesa: l’omicida ha molto probabilmente ucciso l’anziano mentre lo teneva fermo con un piede sul corpo.

I militari del Ris nelle ultime ore hanno ispezionato la villetta del 77enne e non hanno trovato segni di effrazione. Sul pavimento della cucina sono state trovate delle orme di scarpe che potrebbero appartenere all’assassino. Nell’appartamento manca solo il portafoglio dell’uomo che, stando alle testimonianze del vicini, non portava mai grosse somme di denaro con sè.

La vittima non possedeva un telefonino per cui gli esperti hanno potuto scandagliare solo il tabulato telefonico del telefono fisso per capire se lui e l’omicida si conoscessero.

Il pensionato aveva una vita abitudinaria, usciva per incontrare amici al ristorante o per andare al mercato. Aveva vissuto trent’anni in Canada e lavorava quasi tutta l’estate dividendosi tra un albergo sulla costa vibratiana e uno a Teramo e non aveva familiari in paese.

In paese lo ricordano come una persona benestante: “Prendeva una buona pensione e poteva contare anche sulle entrate di alcuni appartamenti. Non aveva nemici”.

Il killer è ora ricercato dagli investigatori che vogliono dare una identità a chi è riuscito ad entrare con facilità nella villetta di Renato Bellisari che è protetta da inferriate e da un portoncino blindato.

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