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NewsOmicidi in FamigliaRiaperto il caso di Matilda, la bimba uccisa a soli 23 mesi nel 2005

Riaperto il caso di Matilda, la bimba uccisa a soli 23 mesi nel 2005

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matildaLa Cassazione ha riaperto il caso di Matilda, la piccola uccisa a 23 mesi a Vercelli. L’omicidio risale al 2005 e il decesso della bimba venne causato da un calcio infertole con violenza mentre era in casa con la mamma ed il suo convivente

La Corte ha accettato il ricorso dei legali di Elena Romani, madre di Matilda, che si era opposta al non luogo a procedere nei confronti di Antonio Cangialosi, ex convivente della donna.

Il Gip del tribunale di Vercelli nel 2014 ha infatti dichiarato che “l’autore dell’omicidio non può che essere uno dei due soggetti che, in quel ristretto lasso di tempo, erano con lei”.

“La ricostruzione dell’accaduto – continuava il giudice – è rimessa quasi esclusivamente alle dichiarazioni dell’imputato e della Romani. Cangialosi ha sempre ripetuto la stessa versione e la Romani ha tendenzialmente la medesima attendibilità dell’imputato”.

Matilda, secondo gli accertamenti autopici, venne uccisa da un violento calcio alla schiena che le provocò lesioni interne gravissime mentre con la madre era a casa di Cangialosi: “La bambina fu colpita almeno 60 minuti prima. Perse i sensi dopo 40 minuti dal trauma dopo aver perso almeno il 40% del sangue.”

Secondo la ricostruzione dei fatti, dopo pranzo la piccola venne messa sul letto matrimoniale per il pisolino pomeridiano mentre la coppia si addormentò in soggiorno. Ad un certo punto Elena sentì la figlia piangere e vide che stava vomitando. La donna lavò così il cuscino sporco ed uscì a stenderlo fuori mentre Antonio rimase in casa con Matilda a vedere un cartone animato. Fu proprio l’uomo che poco dopo chiamò i soccorsi perchè si accorse che la bimba stava male, ma purtroppo era già troppo tardi.

Per gli esperti, Cangialosi rimase troppo poco tempo solo con Matilda ed è per questo che non è stato giudicato colpevole: “La prova scientifica non è soltanto inidonea a dimostrare la responsabilità dell’imputato ma è tale da comprovare che il colpo subito da Matilda non può essere stato inferto nel breve intervallo in cui la bambina è rimasta da sola con l’imputato”.

Dopo l’assoluzione di Elena ed Antonio la morte della piccola dai grandi occhi azzurri è rimasta senza un colpevole ed è per questo che dopo 10 anni dal terribile fatto il caso sarà riaffidato ad un nuovo giudice.

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