HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoRiccardo Rasman ucciso da tre poliziotti, un caso aperto

Riccardo Rasman ucciso da tre poliziotti, un caso aperto

di

Nel 2006 il 34enne Riccardo Rasman, sofferente di disturbi psichici, venne ammanettato e tenuto troppo a lungo distesa a terra legato, morendo per arresto cardiaco. Ora se ne torna a parlare a ‘Le Iene’

Riccardo RasmanIl caso di Riccardo Rasman, tornato agi onori della cronaca per un lungo servizio che gli hanno dedicato ‘Le Iene’, ricorda molto da vicino quello del giovane Federico Aldrovandi. Nel 2006 il 34enne Rasman, triestino e disabile psichici in cura presso il centro di igiene mentale, morì dopo il suo arresto.

L’uomo si trovava in casa e aveva cominciato ad infastidire i vicini uscendo sul balcone di casa nudo e tirando due petardi in cortile che comunque non avevano colpito nessuno,. Così vennero chiamate le forze dell’ordine che con l’aiuto dei vigili del fuoco riuscirono ad entrare in casa bloccandolo dopo una violenta colluttazione, ammanettandolo dietro la schiena e legandogli le caviglie con del filo di ferro. Questo, unito alla posizione prona nella quale era stato tenuto, lo portò velocemente ad ansimare e ad avere un arresto cardiaco e quando arrivò l’ambulanza, chiamata nel frattempo, Riccardo era già morto.

Soffriva di schizofrenia paranoide dopo aver subito episodi di nonnismo durante il militare, era regolarmente in cura per questi suoi problemi e i poliziotti avrebbero dovuto saperlo o informarsi come ha più volte fatto presente la famiglia. Invece nulla, come hanno ribadito i i suoi genitori alla ‘iena’ Mauro Casciari. Dopo due gradi di giudizio e la Cassazione, tre poliziotti sono stati condannati a sei mesi perché, come si leggeva nell’ultima sentenza, la morte si poteva evitare semplicemente non costringendolo a stare così a terra.

Le foto del cadavere, mostrate su Italia 1, fanno impressione: sui polsi ci sono i segni delle manette da cui aveva cercato di liberarsi, il volto è tumefatto e c’è anche un grosso taglio sulla testa. Resta il fatto che quei poliziotti, pur se condannati, non hanno perso nemmeno un giorno di servizio.

Lascia un commento

Back to Top