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Omicidi in FamigliaRicostruzione degli spostamenti di Veronica Panarello in quella drammatica mattina

Ricostruzione degli spostamenti di Veronica Panarello in quella drammatica mattina

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Per gli inquirenti, la responsabile della morte del piccolo Loris è la mamma: Veronica Panarello. La donna è accusata di omicidio, con l’aggravante della crudeltà e dello stato di parentela. Perchè aggredendo il figlio, mediante azione di strangolamento con l’uso di una fascetta di plastica, ne cagionava la morte per soffocamento.

Loris StivalE’ inoltre accusata di occultamento di cadavere, perchè trasportava con la sua autovettura il corpo esanime del piccolo Loris, gettandolo in un canale di scolo delle acque da un’altezza non inferiore ai due metri e mezzo, procurandogli una frattura della teca cranica, con conseguente spandimento emorragico.

Il giudice per le indagini preliminari, dopo averla interrogata, ha convalidato il fermo e la custodia cautelare per gravi indizi di colpevolezza. Secondo lui, sussiste il pericolo di fuga, e la possibilità di reiterazione del reato. Per questo motivo, Veronica Panarello rimane detenuta nel carcere femminile di Catania. Ma vediamo come siamo arrivati a questo, e quali sono i gravi indizi di colpevolezza.

Innanzitutto, l’acquisizione e la sincronizzazione di 13 telecamere che registrano in modo consequenziale il passaggio della Polo VolksWagen. Senza ombra di dubbio si tratta dell’auto di Veronica, ed è riconoscibile dal tagliando assicurativo posizionato sul lato superiore sinistro del parabrezza, per la vernice screpolata e scolorita e per i deflettori montati sui finestrini delle portiere.

Il percorso non coincide con quanto la Panarello dichiara nel momento in cui ripercorre insieme agli inquirenti il tragitto che avrebbe fatto quella mattina. In particolare la telecamera del locale Vanity House, posizionata di fronte all’abitazione degli Stival, alle 8.30 vede uscire le tre persone indicate nei fotogrammi delle telecamere.

I tre scompaiono dal cono dell’inquadratura, ma poco dopo la sagoma di altezza media ricompare nell’inquadratura e rientra nel portone dello stabile. Da quel momento la sagoma di quel bambino non viene più vista uscire. La Polo intanto esce dal paese passando davanti al supermercato Despar, al benzinaio e continua in direzione Punta Secca.

Alle 8.33 transita davanti alla telecamera di un’azienda privata situata dopo l’imbocco della strada poderale che porta al vecchio mulino. Due minuti dopo, la Polo  torna indietro, ripassa davanti alla telecamera e torna verso il centro del paese. Veronica dirà di essere andata in quella zona a buttare l’immondizia.

Alle 8.40 la Polo va nuovamente verso Santa Croce Camerina, e si ferma in via Giardino. Scendono Veronica e il figlio piccolo: Veronica chiude a chiave l’auto (segno che al suo interno non vi è rimasto nessuno), e dopo aver fatto una tappa presso un alimentari si dirige verso la ludoteca, dove ha lasciato il piccolo.

Alle 8,46 sola risale in macchina e guida verso casa, dove alle 8.47 effettua delle manovre in retromarcia per entrare nel garage di casa, nonostante nel piazzale vi sia un posto disponibile. Poi la donna entra nel portone di casa, apre il garage dall’interno e vi parcheggia la macchina. La manovra viene ripresa da ben due telecamere: una è quella dell’emporio, l’altra è situata in via Roma, sempre di fronte casa.

Successivamente, osservando la ripresa di questa manovra, lo stesso marito esclama sorpreso: “perchè lo fa?” Veronica normalmente parcheggia di fuori? Perchè in quel momento Veronica non ha le chiavi per aprire dall’esterno il garage, in quanto probabilmente quello è il mazzo di chiavi che ha dato al figlio Loris, poco prima, per permettergli di rincasare. E questo lo spiega lo stesso marito ai familiari, durante un’intercettazione telefonica.

Nell’ultima perquisizione della casa, avvenuta sabato scorso, tra gli oggetti sequestrati c’è un mazzo di chiavi completo. Probabilmente proprio quello che Veronica consegna a Loris. Tornando a quella mattina, alle 9.23, Veronica esce di nuovo di casa e prende la Polo. Questa volta la donna prende il passaggio interno al palazzo: l’auto si dirige di nuovo verso il vecchio mulino. Lo confermano le telecamere poste lungo il tragitto.

Alle 9.25 transita per la seconda volta davanti all’azienda agricola, e dopo circa 11 minuti viene registrata più avanti oltre il vecchio mulino verso la provinciale 120. Per gli inquirenti il tempo di percorrenza è anomalo: riscontrano, infatti, che a velocità media ci vogliono 5 minuti. Dunque stimano che nei 6 minuti di eccesso, la donna abbia verosimilmente raggiunto il vecchio mulino, ed abbia avuto il tempo di abbandonare il corpo del bambino.

La donna invece, dice di essersi recata in quella zona per buttare un altro sacchetto della spazzatura. Veronica poi torna nuovamente a casa (sono le 9.39), e questa volta lascia l’auto nel parcheggio. Sale in casa e ci rimane per tre minuti: nelle sue prime deposizioni,Veronica non parla mai di questo suo nuovo passaggio in casa.

Solo in un secondo momento dichiara di essere rientrata per prendere un’agenda. Infine, alle 9.41, Veronica risale in macchina e attraversando il paese si dirge verso Donna Fugata dove arriva alle 10 al corso di cucina, giustificando il proprio ritardo anche se non le era stato richiesto. Per gli inquirenti, le telecamere poste di fronte a casa testimoniano oltre ogni ragionevole dubbio che il piccolo Loris non è più uscito dalla sua abitazione, e che in quei 36 minuti in cui la madre era in casa con lui nessuno, che non abitasse nello stabile, è entrato e uscito.

Inoltre, dai controlli emersi dai tabulati telefonici di Veronica, in quei 36 minuti, spesso risulta non raggiungibile. Visto che nel suo appartamento c’è campo pieno, forse il suo telefono non prende perchè si trova in zone dello stabile schermate, come nel garage? In quell’arco temporale si registra solo una telefonata fatta dal marito, e durata in tutto 97 secondi, dove la donna gli dice che è tutto a posto e che i bambini sono scuola.

Veronica si professa innocente, e chiede di partecipare ai funerali del piccolo Loris (mon non andrà), ma le indagini continuano.

(Fonte Chi L’Ha Visto)

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