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Roberta Ragusa: ecco dove potrebbe essere stato “distrutto” il corpo

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Dove sia finito il corpo di Roberta Ragusa resta, ad oggi, ancora un mistero. E’ vero, le ricerche sono partite in ritardo, ma poi sono state ingenti e capillari: per molto tempo sono state controllate vaste zone nei dintorni di casa di Roberta

roberta ragusaTra le varie ipotesi, molti si sono convinti che possa essere stata occulatata in un cimitero. Ma gli inquirenti cosa hanno fatto in questo senso? Chi l’Ha Visto ha svelato che tutti i cimiteri della zona sono stati controllati, e non solo: fosse biologiche, raccolte delle acque nere, ossali sono stati ispezionati ad Asciano, Agnano, Orzignano, Arena Metato, Pontasserchio, Ghezzano. Per quanto riguarda il cimitero di Pisa, molto si è parlato del forno crematorio di via Pietra Santina.

Ebbene, una volta per tutte: Roberta non può essere stata cremata in questo sito. Ecco perchè: il forno è stato visitato dalle telecamere di Chi l’Ha Visto un po’ di tempo fa, ed era stato documentato come fosse già in stato  di abbandono. Le ultime cremazioni risalgono a settembre 2011, poi l’impianto è stato dismesso.

Dunque,nel momento in cui Roberta scompare il 13-14 gennaio 2012 il forno non funziona più da almeno 3 mesi: sono stati smontati la canna fumaria, e il portellone che chiudeva la porta d’ingresso delle bare. Ma soprattutto è stato scollegato il turbo del gas. Questo alimenta il forno, e serve per raggiungere le altissime temperature che servono per ridurre in cenere le bare e il suo contenuto.Senza gas, non può essere stata nessun tipo di cremazione.

Nonostante questo, un controllo sulle bollette del consumo del gas della struttura ha evidenziato una differenza in eccesso tra quelle di ottobre/novembre 2011 e alla successiva dicembre/gennaio che va dunque a coprire il periodo della scomparsa di Roberta. Questo ha acceso  la fantasia di molti: come mai si registra una quantità di gas consumato quando l’impianto e il tubo erano già stati scollegati? La domanda è stata fatta dagli inquirenti, e  al responsabile dell’ufficio manutenzione di Pisa che comprende anche questo cimitero.

Il funzionario è stato sentito in Procura il 6 matrzo di quest’anno, ed ha dichiarato che la differenza in eccesso potrebbe essere stata provocata da una perdita emersa nel momento in cui è stato dismesso l’impianto. La discrepanza era relativa a 3 metri cubi in eccesso: questa quantità sarebbe assolutamente insufficiente anche solo per far partire un forno crematorio.

A questo punto è bene fare un’altra precisazione: Antonio Logli, indagato per omicidio e distruzione del cadavere della moglie potrebbe avere le chiavi di accesso di innumerevoli e svariate strutture pubbliche. Antonio Logli lavora per la Geste, una società compartecipata del comune di San Giuliano. In quanto elettricista potrebbe avere accesso solo alle strutture appartenenti al comune di San Giuliano. Il cimitero in questione, proprio come l’inceneritore, appartengono al comune di Pisa, con cui Logli non ha niente a che vedere.

L’inceneritore è  l’altra struttura su cui da anni si è soffermata l’attenzione pubblica: per gli inquirenti la possibile distruzione di un cadavere in questo impianto è priva di fondamento. Ecco perchè: dal giugno 2011 il comune di San Giuliano attua un servizio di rifiuti porta a porta.La raccolta differenziata viene trasportata agli impianti di Pontedera, mentre l’indifferenziata viene raccolta e eliminata nel termovalorizzatore di Ospedaletto.

La raccolta dei rifiuti viene effettuata dalla società Geofor, che nulla a che vedere con la Geste, la società per cui lavora Logli. I dipendenti della Geste non hanno alcun accesso agli impianti di Pontedera e di Ospitaletto. Comunque i carabinieri del comando provinciale di Pisa hanno voluto fugare ogni dubbio, e a marzo 2012 hanno chiesto al Presidente della Geoform se sia possibile distruggere un corpo in questi impianti. Il Presidente ha spiegato che agli impianti di incenerimento di Ospedaletto possono accedere solo operatori qualificati. Mai semplici cittadini.

Sia l’impianto di Ospedaletto che quello di Pontedera sono provvisti di telecamere che riprendono 24 ore su 24. L’impianto di Ospedaletto è composto da due forni a griglia che sono del genere a scalini, e quindi non consentono il passaggio e la distruzione di un corpo umano. Precisa, poi, che quando ci fu l’esondazione del fiume Serchio, fu chiesto di poter utilizzare questo inceneritore per distruggere carcasse di animali. L’operazione, proprio per questo motivo, non fu possibile.

Inoltre, i rifiuti che arrivano a Ospedaletto vengono gettati e rinchiusi in uan fossa controllata dalle videocamere, e da un operatore che attraverso una determinata procedura provvede a scaricare i riufiti e ad alimentare i due forni.Se l’ipotesi della distruzione usando i due forni non è credibile, lo è ancora meno quella legata a quel viaggio effettuato da Antonio e Valdemaro Logli all’Isola d’Elba.

Si recarono nella loro casa estiva, una settimana dopo la scomparsa di Roberta. Quel viaggio non può essere servito per disfarsi del corpo di Roberta: troppo complicato e rischioso il trasporto. C’è da dire che, durante il periodo della ricerca di Roberta, Antonio e Sara seguono attentamente ciò che succede durante le ricerche.

E mentre Sara commenta la ripresa della battuta di ricerche di Roberta con un “meno male”, Antonio innervosito chiede “dove sisono recati”. Le ricerche, infatti, creano un po’ di tensione e nervosismo in famiglia. Ad esempio a proposito del pozzo di casa, quello di cui aveva parlato Valdemaro proprio i primi giorni dopo la scomparsa di Roberta.

Alla fine, il 18 maggio, i carabinieri del nucleo subacqueo di Genova, si presentano per ispezionare il famoso pozzo di casa, e durante queste operazioni Valdemaro esclama “spero non la trovino: ci siamo dentro fino al collo”. Ma c’è di più il 17 ottobre 2012, i carabinieri iniziano a scavare proprio nei luoghi indicati da Gozzi, il testimone. Nel corso di queste operazioni, passa casualmente lo stesso Logli che al telefono con Sara commenta: “ma allora vorrebbe dire che qulcuno l’è arrivata lì? qualcuno l’ha presa, le ha fattod el male e l’ha sotterrata?Fammi capire: se scavano con la ruspa credono una cosa del genere?”

Il giorno dopo, Antonio riferisce a Sara che i carabinieri sono venuti a consocenza che la notte della scomparsa della moglie un uomo e una donna litigavano in quel punto. C’è una precisazione da fare: in quel periodo non si sapeva ancora della lite della coppia. Come faceva a saperlo Antonio? Cosa nasconde l’uomo?

(Fonte Chi l’Ha Visto)

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