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NewsRoberta Ragusa. Logli prosciolto per “insufficienza e non univocità degli elementi”

Roberta Ragusa. Logli prosciolto per “insufficienza e non univocità degli elementi”

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Antonio Logli, accusato di aver ucciso la moglie Roberta Ragusa e di averne distrutto il cadavere, è stato prosciolto il 6 marzo scorso ma solo nelle ultime ore sono state depositate le motivazioni della sentenza

ragusaMancanza di prove certe e testimonianze deficitarie: è per questo che il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pisa ha deciso di non procedere nei confronti di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa, la donna scomparsa misteriosamente da quel maledetto gennaio del 2012. Il giudice Giuseppe Laghezza ha così motivato la sentenza di proscioglimento: “Insussistenza dei fatti contestati apparendo gli elementi acquisiti agli atti insufficienti, contraddittori o comunque inidonei a sostenere l’accusa in giudizio e nel contempo non impinguibili mediante l’istruttoria dibattimentale”.

Secondo quanto pubblicato da Tgcom24, le dichiarazioni di Loris Gozi, della moglie Anita Gombi, Filippo Campisi e Silvana Piampiani sarebbero inoltre contraddittorie, inverosimili e “palesemente insufficienti anche a prescindere dalle molteplici reticenze e discordanze da cui appaiono connotate a integrare la prova dell’avvenuta uccisione di Roberta Ragusa”.

Loris Gozi raccontò agli esperti di aver assistito ad un litigio tra Antonio Logli e Roberta Ragusa ma secondo il magistrato quelle parole descrivono solo “un alterco tra un uomo e una donna non meglio identificati, seguito dal caricamento di quest’ultima su un’auto di colore chiaro di cui non è stato neppure identificato il numero di targa e, di conseguenza, il proprietario”.

Logli dunque non può essere condannato “per l’insufficienza e non univocità degli elementi e per di più in mancanza del rinvenimento del corpo privo di vita. Il quadro probatorio appare insoddisfacente sotto il profilo del raggiungimento della compiuta dimostrazione della morte violenta ma anche per una complessiva fragilità degli elementi indiziari”.

La Procura è però pronta a chiedere il ricorso in appello perchè per gli inquirenti il marito di Roberta Ragusa è “un bugiardo abituato a dissimulare qualsiasi emozione e capace di tenere nascosta anche ai familiari più intimi una relazione clandestina pluriennale che una volta scoperta dalla moglie gli sarebbe costata carissimo sul piano economico e affettivo”.

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