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ScomparsiRoberta Ragusa, spunta ancora un nuovo testimone

Roberta Ragusa, spunta ancora un nuovo testimone

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Cosa succedendo a Gello sul caso Roberta Ragusa?

Che finalmente tutti quelli che sanno su questo caso si siano decisi a parlare?
Una serie di nuove testimonianze sta in questi giorni venendo alla luce, gli inquirenti sono impegnati in questi giorni a valutare l’attendibilità delle testimonianze fornite come hanno sempre fatto finora.
Le testimonianze appartengono a due fronti opposti, c’è chi sostiene che Roberta Ragusa sia viva, e chi disegna più foschi scenari.

Al primo gruppo appartiene il cuoco Pasquale Davi che giura di aver parlato con Roberta Ragusa il 17 maggio scorso a Cannes. Ma questa segnalazione è stata archiviata dagli inquirenti come non attendibile.
Davi sostiene di aver chiamato il 17 maggio stesso i carabinieri di Pisa e la trasmissione Chi l’ha visto, ma in entrambi i casi non vi è traccia di quanto afferma.

I Carabinieri di Pisa hanno ricevuto la segnalazione di Davi solo ad ottobre di quest’anno, e la prima deposizione del cuoco, resa a Ventimiglia, risale al 27 ottobre 2013, poco più di un mese fa, e comunque dopo che Davi aveva incontrato a Cannes Antonio Logli e i suoi avvocati.
Come è stato appurato Davi si sarebbe preoccupato di cercare il numero di telefono di Antonio Logli su internet, e lo avrebbe chiamato innescando tutto quello che poi ne è seguito.
Ricapitolando Davi si è palesato ai carabinieri poco più di un mese fa, mentre alla trasmissione Chi l’ha visto il 17 maggio 2012 non è arrivata nessuna sua segnalazione, sia quel giorno che nei mesi successivi la segreteria telefonica di Chi l’ha visto era perfettamente funzionante, tanto che ha registrato tutte le altre chiamate ma non quella di Davi, che invece chiama Chi l’ha visto ben 5 mesi dopo il 1 ottobre 2012.

Roberta Ragusa: chef a Cannes, sono sicuro che fosse leiEcco la trascrizione del messaggio che Davi ha lasciato nella segreteria telefonica di Chi l’ha visto: “Buonasera mi chiamo Pasquale e vivo in Francia e circa il 27 di settembre davanti al ristorante dove lavoro io, che è un ristorante italiano, a Cannes sono sicuro, ci metterei la mano sul fuoco, di aver visto quella Roberta Ragusa”.

Davi non è attendibile nei tempi e nelle date, perché nella telefonata sostiene di aver visto Roberta Ragusa il 27 settembre e non il 17 maggio. Dopo queste incongruenze sarebbe il caso che il cuoco di Cannes faccia un po’ più di chiarezza sui i motivi che lo hanno spinto ad entrare in questa storia.

Invece non fa altro che andare in trasmissioni televisive (retribuite) dove sostiene tutto e il contrario di tutto. Ed accusa direttamente Chi l’ha visto di aver avuto prima un blackout telefonico e poi di manipolazione della sua segnalazione.
La settimana scorsa poi Davi lascia un nuovo messaggio alla segreteria di Chi l’ha visto: “Sono il signor Davi dalla Francia ho visto che l’altra volta, ho visto che avete mandato la telefonata che avevo lasciato per Roberta Ragusa. Metti che mi sono sbagliato di data ok? Siamo persone umane. Mi posso sbagliare dalla data, però quella persona che io ho visto, per me era Roberta Ragusa ve lo dico bello chiaro e tondo, perché io niente mi sono inventato, mi dispiace per la signora, questo diciamo c’è un ragionamento, questa luce, questa luce questa verità verrà fuori”.

Davi quindi ammette di aver fatto un errore nelle date.
Non c’è ancora chiarezza nemmeno su quello che dice di aver visto il pompiere di Gello in una notte imprecisata di gennaio 2012. Una donna che esce dal cancello di casa Logli in vestaglia e sale su un SUV, solo poi in seconda battuta il vigile Campisi ricorda di aver sentito un urlo forte di donna guidando all’incrocio di Via Gigli. Il vigile sostiene di aver sentito ma di non aver visto nulla di strano, per cui ha continuato la sua strada in auto.
Via Gigli è la strada dove il primo testimone, Loris Gozzi, ha visto il giorno della scomparsa Antonio Logli parcheggiato in macchina a bordo strada e pochi minuti dopo ha visto un uomo e una donna litigare vicino ad un auto, che gli è sembrata essere la C3 di Roberta Ragusa, ha sentito poi delle urla e una botta forte, poi l’uomo ha spinto la donna in macchina e sono andati via a forte velocità.
La sua testimonianza è stata verificata e cristallizzata in un incidente probatorio, ma ora c’è una novità.

C_2_video_407353_videoThumbnailGli inquirenti stanno verificando l’attendibilità di una nuova testimonianza che confermerebbe quello che Gozzi ha raccontato. Si tratta di una donna che quella notte dice di trovarsi in Via Gigli, e di aver visto una scena che ancora oggi la turba fino a farla piangere giorni interi.

La sua è una testimonianza drammatica, la donna ricorda perfettamente dove sarebbero avvenuti i fatti da lei visti e il luogo corrisponde a quello descritto da Gozzi.
In Via Gigli lei vede due persone che discutono concitatamente e un po’ più lontano un altra persona (probabilmente Loris Gozzi). La testimone sembra molto impressionata quando dice che la donna che lei vede cerca di scappare e in quel momento viene colpita alla schiena. Ma forse non è l’unica ad aver visto e sentito quella notte, ci sarebbe qualcun’altro nei paraggi in grado di confermare questo racconto.
Intanto anche la colf che conosceva bene Roberta Ragusa ha dichiarato di essere passata in auto di fronte casa Logli verso mezzanotte e mezza e di aver visto l’auto di Antonio rivolta verso l’uscita e non parcheggiata dove è solito lasciarla, cioè nel cortile dietro la casa.
Sono tutte tessere di un puzzle che piano piano, tra conferme, smentite e mille difficoltà si va componendo.

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