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Delitti ItalianiUltimissimeRoberto Ricchi, non da la precedenza ad uno stop: ucciso con decine di coltellate

Roberto Ricchi, non da la precedenza ad uno stop: ucciso con decine di coltellate

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E’ accaduto venerdi sera dopo la partita dell’Italia a Vignola, una lite stradale si è trasformata in tragedia

Roberto-RicchiSia Roberto Ricchi di 51 anni di Marano che Franco Gabbi di Savignano stavano rincasando dopo aver visto la partita dell’Italia ai Mondiali contro il Costarica venerdi scorso.
Le loro strade si sono casualmente incrociate vicino al Fruitecom uno store nella frazione di Bettolino a Vignola. Li ad un incrocio che interseca una via laterale alla strada provinciale che Roberto Ricchi è morto colpito da decine di coltellate sferrate da Franco Gabbi.

L’assassino non è fuggito ed è stato arrestato in fragranza di reato con addosso ancora tutto quel sangue in stato di evidente shock. Immediatamente i carabinieri lo hanno fermato e condotto in carcere dove non è riuscito a rispondere alle domande del pm Marco Niccolini per lo stato psicologico in cui versava. Gli inquirenti si sono messi subito al lavoro per risalire al movente che ha scatenato la furia omicida di Gabbi e cosi sembrerebbe che all’origine ci sia una banale lite stradale dovuta ad una mancata precedenza.
Ieri ripresosi dallo shock, Franco Gabbi ha ricostruito insieme al suo legale la dinamica della vicenda.

“Ero a bordo della mia Ford quando un uomo in Panda mi ha costretto ad accostare. Forse gli ho tagliato la strada e si è messo a seguirmi, Mi ha aggredito, mi ha picchiato e aveva un coltello. Ho cercato di difendermi, poi il coltello gli è caduto e l’ho preso, quando pensavo si stesse allontanando, mi è corso incontro e c’è stata un’altra colluttazione”.
La versione che Gabbi sostiene è quella di un aggressione armata da parte di Roberto Ricchi è che l’omicidio sia da considerarsi come una legittima difesa. Franco Gabbi ha anche dichiarato di conoscere, almeno di vista, Roberto Ricchi anche se su quella strada si sono incrociati per un destino beffardo.

Sulle responsabilità di Franco Gabbi ci sono pochissimi dubbi ed anche le testimonianze raccolte dagli inquirenti sul luogo dell’omicidio sono tutte convergenti nell’indicare in Gabbi l’assassino.
Quello che non torna è l’accanimento con il quale Roberto Ricchi è stato ammazzato, ed anche il movente della lite stradale sembrerebbe davvero troppo futile per generare tanta violenza.
Infatti gli investigatori sono ora alla ricerca di eventuali collegamenti tra i due, di eventuali dissapori pregressi.

Qualcosa si è mosso e sembrerebbe che si siano già individuati dei testimoni pronti a dichiarare che tra i due già in precedenza non corresse buon sangue.
Un altra anomalia rilevate dagli inquirenti è che le due autovetture sono stati trovate l’una accanto all’altra e nessuna delle due presenta segni di un eventuale incidente stradale.
Sulla scena dell’omicidio i carabinieri hanno anche rinvenuto l’arma dell’assassinio. Si tratta di un coltellino di tipo butterfly con una lama di circa 8 cm, le indagini stanno cercando di appurare a chi appartenesse quel coltellino anche se Gabbi sostiene con forza che non è suo e che è caduto durante la collutazione a Roberto Ricchi.

Le dichiarazioni fino ora rese dall’indgato non sono state però ancora formalizzate davanti ai magistrati, che nei prossimi giorni procederanno ad un nuovo interrogatorio vista la disponibilità dell’indagato a parlare.
Le indagini fin ora partono da alcuni punti fermi. I due erano soli in auto quando è iniziata la lite, questo è stato già cristalizzato dalle testimonianze degli automobilisti di passaggio che hanno anche lanciato l’allarme dopo aver visto un corpo esanime a terra.

Gli stessi automobilisti insieme con un medico che vive nei dintorni hanno anche provato a rianimare Roberto Ricchi ma non c’è stato nulla da fare. Ora sarà l’autopsia a chiarire esattamente la dinamica dell’azione omicidiaria e a stabilire attraverso l’esame tossicologico se il Ricchi fosse sotto l’effetto di qualche droga o alcool.

I test effettuati su Franco Gobbi hanno escluso alcuna alterazione psico-fisica dovuta alla’assunzione di droghe e alcol e i carabinieri hanno anche fatto alcune foto alle ferite che aveva l’assassino per stabilire se siano compatibili con il coltello o no.
I legali di Franco Gabbi punteranno certamente sulla legittima difesa per scagionare il loro assistito da ogni responsabilità.

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