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Roma come il Far West due donne autista aggredite sul loro bus

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L’episodio più grave sabato sera quando un mezzo è stato assalito da una trentina di extracomunitari che volevano a tutti i costi salire e hanno danneggiato il mezzo. L’autista salva, ma terrorizzata

donne autisteTroppi casi nelle ultime settimane per parlare di episodi isolati. Gli ultimi due tra sabato e domenica, quando due autisti dell’Atac romano, entrambe donne autista , sono state aggredite da gruppi inferociti che hanno tirato di tutto ai loro mezzi e in entrambi i casi si tratta, secondo i loro racconti di immigrati.
A vedersela peggio, due giorni fa, è stata la 33enne Elisa De Bianchi che quando è arrivata con il suo autobus della linea 042 a Corcolle è stata letteralmente assalita. Forse quelle persone aspettavano il mezzo da troppo tempo, di sicuro la reazione è stata abnorme anche perché erano soltanto le 19.30: hanno cominciato a tirare calci sulle portiere e sulla carrozzeria del bus, poi una bottiglia di birra ha sfondato il finestrino vicino all’autista. Così lei non ha aperto, scappando in tutta fretta.
Come ha raccontato al ‘Corriere della Sera‘ la paura è stata molta: “Quei pazzi mi gridavano ‘apri o t’ammazziamo’ e intanto gli automobilisti dall’altra parte della strada rallentavano per guardare la scena e poi andavano via. Dietro di me c’era la fila di macchine, ma nessuno è sceso per aiutarmi. La gente ci fotografa se parliamo al telefonino e manda le immagini ai giornali, ma quando succede una cosa del genere non alza un dito”. E soprattutto non era finita lì: perché dopo aver contattato un collega l’autista si è fatta convincere a fermarsi al capolinea, solo un paio di chilometri più in là. Ma gli immigrati erano lì ad attenderla perché evidentemente qualcuno li aveva portati sin lì. Così hanno bloccato la strada e il mezzo, continuando a spaccare tutto tra l’indifferenza assoluta di chi passava in macchina.
La salvezza è arrivata con una telefonata allo stesso collega di prima: evidentemente gli assalitori hanno pensato che chiamasse la polizia e si sono fatti da parte, permettendole di raggiungere il deposito dell’Atac: “Lì mi hanno raggiunto il personale della sicurezza aziendale e uno psicologo, un altro mi ha fatto visita in ospedale. Sabato notte non ho dormito, sono stata male per la paura. E ora l’azienda deve fare qualcosa per proteggerci, sono troppi i colleghi aggrediti e la cosa si ripete ogni giorno”.
Un altro caso è successo ieri sera, questa volta meno grave ma sempre con un assalto ad un mezzo dell’Atac, ancora in periferia e ancora per opera di extracomunitari. L’azienda ha denunciato pubblicamente la situazione già nelle passate settimane ma in concreto non è ancora successo nulla

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