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Romina Del Gaudio: un omicidio ancora senza colpevole

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Sono passati dieci anni dal brutale assassinio di Romina Del Gaudio e il colpevole non ha ancora un volto

romina-del-gaudioEra il 4 giugno del 2004 quando Romina Del Gaudio, una ragazza dicianovenne, scomparve nel nulla. Quella mattina doveva lavorare nella zona di Aversa per vendere dei contratti telefonici della Wind porta a porta. Non era sola, insieme a lei ad Aversa si recarono la sua responsabile ed altre tre colleghe. Come ogni giorno la responsabile stabilì le zone per le quattro ragazze e dopo una fugace colazione in un bar si divisero dandosi appuntamento verso le 14 per la pausa pranzo.

A Romina Del Gaudio fu assegnata la zona che parte dalla centrale Via Garibaldi per poi passare per Via Andreozzi fino poi all’incrocio con Via Roma dove la ragazza aveva un appuntamento già fissato.

All’appuntamento però Romina Del Gaudio non si presenta e non risponde più neanche al cellulare.
I colleghi però non si preoccupano più di tanto di quella assenza, spesso infatti capitava che qualche cliente si intrattenesse più del dovuto. Per le ore 18 era previsto il raduno per fare tutti insieme rientro a Napoli, ma anche a questo appuntamento Romina Del Gaudio non si presenta.

Il gruppetto rientra quindi a Napoli senza Romina e in serata allarmato dai dipendenti il datore di lavoro la cerca ripetutamente anche nella sua abitazione, dove però scopre che Romina Del Gaudio non è mai arrivata.
La zona di competenza di Romina quella mattina, è normalmente abbastanza trafficata e molti testimoni giurano di averla vista aggirarsi tra i palazzi. Un dato però emerge da queste testimonianze, nessuno la vede dopo le ore 13.
Partono immediatamente le ricerche della ragazza anche con l’ausilio di volontari che battono incessantemente la zona fino a tutto l’agro-aversano. L’unica ipotesi che nelle prime ore emerge è quella di una possibile aggressione avvenuta a ridosso di un campo profughi dove Romina Del Gaudio potrebbe essere passata per fare il suo giro.

I giorni passano ma Romina Del Gaudio sembra essere stata inghiottita nella terra degli scomparsi, la famiglia disperata indice alcune manifestazioni dove chiede a gran voce che chi sa parli. Arrivano alcune segnalazioni ma sono molto contradditorie, un negoziante che aveva ricevuto la visita di Romina Del Gaudio intorno alle 11 giura di averla rivista verso le 14 a Piazza Magenta seduta su un marciapiede. Una donna sostiene che avrebbe visto un auto di colore scuro nell’intento di pedinare una ragazza, e riconosce quella ragazza in Romina Del Gaudio.

Nei giorni seguenti si analizza tutta la vita privata di Romina, alla ricerca di qualche molla che spieghi la sua sparizione. La mamma sostiene la tesi del rapimento ad opera di ignoti. In quei giorni infatti c’era stato un misterioso tentativo di rapimento a Parete, vicino Aversa, di una ragazza che vendeva prodotti porta a porta, un lavoro simile a quello di Romina Del Gaudio.
Per gli inquirenti però forse c’è qualche correlazione con l’iter giudiziario del padre di Romina che è un testimone importante in un processo penale.

Il ritrovamento
Il 21 luglio del 2004, un mese e mezzo dopo la sparizione, il cadavere di Romina Del Gaudio viene rinvenuto a San Tammaro nella frazione di Carditello all’interno di un boschetto vicino alla reggia borbonica. Vicino al corpo vengono rinvenuti anche gli oggetti personali di Romina Del Gaudio: uno slip, un giubbino, un fermaglio per capelli, un pacchetto di sigarette , delle scarpe e anche una maglietta e un reggiseno strappato.
Gli inquirenti sottopongono il cadavere all’esame del DNA per essere certi che si tratti proprio della ragazza scomparsa. E il 1 settembre arriva la conferma, quel corpo è di Romina Del Gaudio. Dai primi rilievi si scopre che la ragazza è stata uccisa con due colpi di arma da fuoco sparati a distanza ravvicinata e alla tempia. E si ipotizza anche che Romina Del Gaudio, prima di essere ammazzata, ha subito un tentativo di violenza sessuale.

Le misteriose telefonate
Alla redazione di Chi l’ha visto il 7 giugno qualcuno chiama per segnalare la presenza di Romina Del Gaudio alla stazione di Caserta. A chiamare è un vicino di casa di Romina Del Gaudio che verrà, dopo la scoperta del corpo, indagato e più volte interrogato dagli inquirenti. L’uomo non riuscirà a fornire una motivazione per quella chiamata e il suo racconto molto confusionario metterà nei guai anche un suo amico al quale la polizia sequestrerà delle auto alla ricerca di tracce di Romina Del Gaudio che però non verrano trovate scagionando i due uomini.
Il 2 settembre del 2004 nella abitazione Del Gaudio arriva però una strana telefonata anonima. Un uomo al telefono chiede perdono alla madre per quello che ha fatto a Romina, e dice che presto andrà a costituirsi alla polizia. Il messaggio viene lasciato in segreteria ed è questo :”Sono colui che ha…, le chiedo perdono, di quello che ho commesso… su vostra figlia. Mi costituirò al più presto. Le chiedo perdono di nuovo”. I familiari di Romina Del Gaudio però non hanno mai riconosciuto la voce di quell’uomo che non andrà mai a costituirsi. Le indagini portarono a stabilire che la chiamata partì da un negozio di parrucchiere a Napoli, all’interno del quale all’epoca vi era un telefono pubblico.

Riapertura delle indagini
Passano gli anni e l’inchiesta non riesce ad imboccare la strada giusto, tanto che nel 2008 si va verso l’archiviazione che però viene respinta e la Procura chiede di ricominciare da zero l’indagine considerando anche altre piste che non furono mai battute come quella della vendetta trasversale.
Romina Del Gaudio potrebbe essere stata vittima di un omicidio per colpire il padre, per farlo zittire. Molto strana è stata la circostanza che il padre giunto in Italia per la morte della figlia, abbia detto al’ex moglie che voleva accertarsi di alcune cose parlando con alcuni amici. Dopo sette giorni però fece ritorno in Germania, dove vive, senza rivelare nulla di quanto scoperto.
Durante la riapertura delle indagini si indagò anche a fondo su quella strana aggressione avvenuta a Parente un giorno prima, di un ragazza molto somigliante a Romina che due uomini cercarono di rapire.
La ragazza fu ascoltata dagli inquirenti e disse che due uomini, uno corpulento e scuro di carnagione e l’altro alto e chiaro cercarono di rapirla e di portarla all’interno di un auto nella quale c’era un terzo uomo che li attendeva.
Le grida di terrore della ragazza però fecero saltare il piano, un dentista si avvicinò e i tre uomini con la massima tranquillità si allontanarono. Il dentista dichiarò anche di aver notato che uno degli aggressori aveva nel giubbetto una pistola.

Due indagati
Nel 2009 la famiglia di Romina Del Gaudio chiese la riesumazione del corpo per effettuare nuovi rilievi. Nel frattempo però le indagini ebbero una svolta con l’iscrizione nel registro degli indagati di due uomini, Alessandro Palumbo di 30 anni e Ferdinando Schiavo di 36.
La riesumazione avvenne poi solo nel 2011 e furono prelevati dei reperti tra i quali alcuni frammenti di ossa e del cuoio capelluto.

Al momento tutto è fermo, e ormai da tre anni non si segnalano avanzamenti nell’indagine. Nei giorni scorsi è venuta a mancare la mamma di Romina Del Gaudio che ha lottato fino alla fine per ottenere la verità sulla morte della figlia.

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