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Mikhail Viktorovich Popkov

Russia: Mikhail Viktorovich Popkov condannato all’ergastolo per 22 omicidi ne confessa altri 59

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Una storia di orrore e violenza, di follia pura, quella di Mikhail Viktorovich Popkov,  serial killer dei più feroci e noti, che si è macchiato di ben 81 delitti in Russia; Popkov è stato arrestato nel 2012 dopo anni che compiva indisturbato le sue nefande imprese, ed attualmente sta scontando l’ergastolo. Il ” Lupo Mannaro” come era  soprannominato all’epoca dei delitti  ha ucciso e stuprato post-mortem le sue numerose vittime in un lasso di tempo che va dal 1992 al 2002.

Condannato all’ergastolo per l’omicidio di 22 donne, si è dichiarato di recente colpevole di altri 59 delitti; l’uomo è un ex poliziotto, sposato e padre di una bambina e proprio grazie alla divisa di agente di polizia riusciva ad avvicinare le sue vittime e a rapirle. L’uomo ha sempre agito soltanto  ad Angarsk, la cittadina russa dove era nato e sempre vissuto, un centro situato vicino al lago Bajkal, nella  Siberia sud-orientale; qui Popkov svolgeva il suo lavoro di agente di polizia e grazie alla sua posizione conquistava con facilità la fiducia delle donne che avvicinava all’uscita dei locali la sera o di ritorno dal lavoro nelle fredde notti russe. L’agente mostrava il tesserino, le rassicurava e si offriva di accompagnarle a casa; invece una volta che le prede salivano nella sua auto di servizio le uccideva barbaramente e poi ne violentava ripetutamente i cadaveri.

Dopo aver consumato fino in fondo la sua follia e i suoi istinti da necrofilo (N.d.r. –  il necrofilo è un soggetto vittima di una forte devianza di carattere sessuale che lo porta a provare attrazione verso i cadaveri) Mikhail Viktorovich Popkov abbandonava le vittime in aperta campagna, nei boschi, a volte nei cimiteri della zona o addirittura sul bordo delle strade. Questo macabro rituale è andato avanti per ben dieci anni senza che nessuno avesse mai sospettato minimamente di Popkov, nemmeno la moglie si accorse mai di nulla. Fino a che una delle vittime riuscì a sopravvivere  e fuggire, la donna nel corso di un riconoscimento indicò il poliziotto come colpevole dell’aggressione che aveva subito, ma la moglie di Popkov difese il marito fornendogli un falso alibi. Il serial killer fu invece smascherato ugualmente grazie alle tracce dei pneumatici inconfondibili dell’auto di servizio che l’assassino utilizzava durante i suoi turni di polizia.

La vicenda pareva ormai chiusa, invece alcune indiscrezioni divulgate dallo stesso Popkov in carcere hanno riaperto l’orribile capitolo dei delitti russi, molti dei quali erano ancora sconosciuti a tutti; come riporta il quotidiano russo Vostochno-Sibirskaya Pravdà, il folle assassino si è vantato di recente di aver massacrato non 22 donne ma 81, cosi sulla base di queste dichiarazioni la Giustizia si è rimessa in moto e la Procura ha ordinato l’apertura di varie tombe,  e l’ispezione delle fosse anonime nei cimiteri della zona dove il serial killer compiva i suoi efferati delitti, cosi sono stati esumati molti resti umani, e eseguiti nuovi esami autoptici, delle nuove indagini e dei risultati però non si hanno notizie. L’epilogo del caso riporta non solo il successo degli inquirenti con l’identificazione e la cattura del mostro, ma anche il dettaglio che quando Mikhail Viktorovich Popkov fu catturato aveva già da mesi conclusa la sua carriera di assassino a causa del contagio da Sifilide, contratta da una delle vittime che lo rese impotente e facendogli cosi perdere interesse per il sesso. Ma non vi sono conferme in merito.

 

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