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Delitti ItalianiOmicidi in FamigliaSamantha, la piccola frustata con una cinghia dal patrigno: una storia di violenze e degrado

Samantha, la piccola frustata con una cinghia dal patrigno: una storia di violenze e degrado

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Samantha aveva solo 3 anni. Lo scorso anno non ha retto alle torture inflitte dal patrigno, ed è morta. L’uomo è accusato di omicidio volontario, la madre non è riuscita ad impedire le violenze e sarà giudicata per questo.

Foto: Fanpage

Il 27 aprile 2016 Samantha ha detto basta. La bambina di soli tre anni è morta dopo aver subito torture di ogni tipo dal patrigno. È stata trovata morta sul pavimento sporco di una baracca a Calambrone, in provincia di Pisa. La madre era stata costretta a rasarle i bellissimi riccioli perché l’uomo la afferrava per i capelli e la scaraventava come fosse un bambolotto. La madre Juana Francisca, una dominicana, aveva conosciuto il compagno Tonino Krstic tramite una chat. Era sposata con un uomo italiano ma si innamora perdutamente del serbo e lascia la famiglia. La storia, raccontata da Fanpage, inizia nel 2014.

In breve tempo l’uomo si mostra violento e la donna decide di tornare a Rapallo, dove viveva prima, dopo averlo denunciato. Poco dopo però tornano insieme e Tonino Krstic disoccupato, spinge madre e figlia a vivere nella baracca che una volta era una pizzeria. Un locale di proprietà del comune che era stato occupato abusivamente da alcuni famigliari del serbo dal 2008. La convivenza si interrompe presto e rimangono solo il 31enne, la dominicana e la bambina. Samantha veniva picchiata con la cinghia inzuppata d’acqua, presa a caldi e pugni. Ogni tanto le gettava secchiate d’acqua congelata e la faceva rimanere sotto al letto per punizione. La madre non faceva nulla per paura e anche i vicini hanno scelto l’omertà. Tonino le diceva che l’avrebbero sepolta vicino alla baracca perché sapeva che Samantha non avrebbe retto a lungo.

La bambina ha vissuto un inferno nelle settimane prima della morte, vomito, febbre, crisi compulsive. Solo il 27 aprile 2017 il serbo chiamò il 118 per chiedere come curare una bambina con la febbre a 32. Fornì un indirizzo sbagliato e molte ore dopo compose di nuovo il numero. Quando i soccorritori arrivarono per la piccola Samantha non c’era più nulla da fare e Tonino Krstic si era disfatto degli oggetti con cui torturava la bambina e la madre. Oggi è accusato di omicidio volontario e la madre sarà giudicata per il suo atteggiamento inerme. A febbraio la dominicana ha dato alla luce il figlio del serbo ma ha deciso di non riconoscerlo e di darlo in adozione.

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