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Omicidi in FamigliaSamatha, morta a 3 anni: il mistero dell’Asl 6 e i servizi sociali

Samatha, morta a 3 anni: il mistero dell’Asl 6 e i servizi sociali

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carabinieriContinuano le indagini sulla morte della piccola Samantha, probabilmente uccisa dal patrigno. L’Asl conosceva la situazione in cui vivevano lei e la madre?. Ecco le carte avviate dopo il ricovero della mamma della bimba all’ospedale

Era il 30 agosto quando la mamma di Samantha viene ricoverata per 3 giorni presso l’Unità operativa di medicina e chirurgia d’urgenza dell’Asl 6 di Livorno per un trauma cranico. Da quì vengono scoperte le violenza a cui Francisca era sottoposta quotidianamente dal compagno. Violenze familiari che vengono segnalate all’Asl labronica ed ad un’assistenze sociale. La consulenza viene effettuata il 1 settembre, ma qui Francisca dichiara di avere paura del compagno e di non avere il coraggio di formalizzare la querela, ma “cionostante i carabinieri di Tirrenia – ha dichiarato il colonnello Andrea Brancadoro – informarono ugualmente l’autorità giudiziaria. Non solo. Lo stesso ospedale di Livorno attivò ritualmente il ‘codice rosa’ previsto dalla legge”.

L’Asl livornese avrebbe dunque attivato il Codice rosa e “trasmesso la segnalazione al servizio sociale del Comune di competenza”, ovvero Pisa. Dall’ospedale di Livorno è partita la segnalazione, eppure i servizi sociali del Comune di Pisa e della Società della salute continuano a ribadire di non sapere nulla: “Situazione completamente sconosciuta ai servizi sociali: l’amara verità, dopo ulteriori verifiche, è che nessuno aveva mai segnalato alla Società della Salute che in quella baracca di Calambrone, da diversi mesi, viveva un bambina di tre anni con la madre e il patrigno. Lo sapeva la polizia municipale. Lo sapevano i carabinieri. Non lo sapevano i servizi sociali, mai chiamati”.

Quindi, che fine hanno fatto la documentazione e il referto dell’ospedale mai ricevuti dal servizio sociale di Pisa?

Fonte: Lanazione.it

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