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Sandra Fillini, uccisa con 11 coltellate: assolto il marito assassino

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roberto barbieriEra il 2014 quando Roberto Barbieri, tecnico dell’Enel, uccise sua moglie, Sandra Fillini, medico dell’Asl 5 di Pisa, con ben undici coltellate, tra cui nove all’addome e due alla schiena. Un omicidio brutale, eppure a distanza di qualche anno Barbieri è stato definitivamente assolto

La sentenza in cui è stata decisa l’assoluzione di Roberto Barbieri ha scatenato l’inferno. L’uomo è stato riconosciuto incapace di intendere e di volere, e quindi il giorno dell’omicidio agì in preda ad un disturbo psichico che portò alla tragedia: “L’analisi clinica di Barbieri – hanno spiegato in una nota i suoi difensori – ha portato a questo risultato di oggi ed evita l’ingiusta detenzione che sarebbe stata una pretesa ispirata al solo istinto punitivo”.

Grande amarezza per le amiche di Sandra Fillini, la vittima: “Sono sconvolta, potessi cambiare tutto lo cambierei. Mi dispiace ma non posso dire nulla di questa storia “. A parlare è Dea Gucci, la donna che Barbieri telefonò poco dopo aver ucciso la moglie: “Vieni subito, corri che ho ammazzato Sandra”. Gucci era la tata dei due figli della coppia, e dopo il delitto è diventata la loro mamma.

A parlare è stata anche Tiziana Sozzi, amica della vittima: “Quando ho saputo della sentenza non volevo crederci. Sandra non meritava tutto questo. E’ come se l’avessero uccisa più volte, a cominciare dal silenzio che ha circondato la sua morte, ignorata dai media nazionali. Eppure di solito c’è una grande attenzione per delitti come questo. Ora stiamo pensando di coinvolgere le tv, di fare della morte di Sandra un caso mediatico, chiediamo giustizia. Sandra non poteva vivere lontano dai suoi due figli. Per cui dopo una breve separazione dal marito era tornata a casa. Ma lui era geloso, la ossessionava. Tante volte lei si era confidata con me. Il marito era convinto che lei volesse denunciarlo per stalking. Mi raccontava che la svegliava nel cuore della notte per chiederle se aveva messo telecamere o registratori in casa per documentare quello che succedeva tra loro. Siamo un gruppo di donne, amiche di Sandra, dopo questa sentenza sentiamo la necessità di fare qualcosa. C’è un uomo che ha ucciso la moglie per gelosia, perché lei voleva la separazione, e dopo 9 mesi di carcere è tornato in libertà: questa è la verità. Non avevo mai sentito una cosa del genere. Finora siamo state in disparte per rispettare i figli ma ora ci siamo rese conto che dobbiamo fare qualcosa anche per rispettare la memoria di Sandra. Il marito le ha tolto la vita per il semplice fatto che lei voleva lasciarlo. Sandra era un persona buona, molto legata ai figli. Se c’è sotto qualcosa non lo so, ma certo lei non meritava questa apparente indifferenza”.

“Questa decisione – hanno dichiarato altre amiche di Sandra Fillini – darà modo ad altri uomini di uccidere senza che vengano puniti. Non dobbiamo tacere“.

Fonte: Iltirreno.gelocal.it

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