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Saronno, morti in corsia: interrogato Cazzaniga, respinge le accuse

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Leonardo Cazzaniga ha respinto le accuse, i farmaci somministrati ai pazienti servivano per alleviare le sofferenze. Laura Taroni non ha risposto al gip.

morti-in-corsia-a-saronnoLeonardo Cazzaniga, il medico arrestato martedì con l’accusa di omicidio volontario ha respinto tutte le accuse. L’anestesista è ritenuto responsabile di alcune morti sospette di pazienti dell’ospedale di Saronno, in provincia di Varese. Cazzaniga ha risposto alle domande del gip durante l’interrogatorio di garanzia per la convalida dell’arresto che si è tenuto un carcere. Il medico, secondo quanto appreso, avrebbe respinto le accuse contestate e ha spiegato che ha somministrato i medicinali per “alleviare le sofferenze” dei pazienti. Per lui sono stati chiesti gli arresti domiciliari.

Laura Toroni, infermiera e amante di Leonardo Cazzaniga, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. La donna è detenuta presso il carcere di Como e anche per lei l’accusa è di omicidio volontario. I casi presi in considerazione sono 4, oltre alla morte del marito della Toroni avvenuta a giugno 2013. Tuttavia sono 50 le cartelle mediche sequestrate e 35 i casi sospetti. Tra di loro vi sarebbe il padre di Cazzaniga e quello della madre della Toroni. Intanto i 12 indagati sono stati rimossi, mentre il direttore sanitario e il primario del pronto soccorso destinati ad altri incarichi.

La Procura di Busto Arsizio, come riporta Leggo.it, avrebbe in mano delle intercettazioni shock. In una conversazione tra l’infermiera e il medico lui avrebbe detto: «Lo so che sei arrabbiata e ti senti prigioniera, e so anche che li ammazzeresti tutti. Saresti capace di farli a pezzi, per poi esporre le loro teste davanti casa come facevano gli unni. E poi andresti a sorseggiare un caffè». La Toroni chiamava il marito e la madre beste e aveva espresso più volte il desiderio di eliminarli.

A denunciare la situazione sospetta è stata un’infermiera, le indagini sarebbero partite a giugno 2014, un anno dopo la morte del marito di Laura Toroni. L’infermiera ha detto che era stata minacciata da Cazzaniga: «Sei finita, non lavorerai mai più qui. Ti farò pagare ogni minimo errore, potrei ucciderti in qualsiasi momento». Nonostante le parole forti era andata avanti e i due amanti avevano anche progettato il modo per uscire puliti. Cazzaniga infatti avrebbe detto: «Comunque vedrai che non ci faranno nulla: dai corpi cremati non possono risalire a niente e gli altri cadaveri dovrebbero essere riesumati. Avviso di garanzia? I corpi sono bruciati, vengano a dirmi qualcosa».

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