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Scomparsa della pornostar Federica Giacomini: si stringe il cerchio

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Gli inquirenti stanno acquisendo consistenti prove di colpevolezza contro Franco Mossoni

federica-giacominiiL’ultima volta che Federica Giacomini ha telefonato ai suoi genitori è stata la notte di capodanno da allora più nulla. Una sua amica ha testimoniato di averla vista viva il 9 febbraio ma dal giorno dopo il suo telefonino è sempre rimasto spento. Gli inquirenti partono proprio da quel 9 febbraio per individuare la data della scomparsa di Federica Giacomini.
Federica aveva anche programmato a marzo delle date per esibirsi in due locali a luci rosse il Gatto Nero di Schio e il Samara’s Vip Club di Torino, ma a quelle serate non si è mai presentata.
Il range temporale della sua scomparsa è tra gli inizi di febbraio e quelli di marzo, è li che si stanno concentrando gli inquirenti per capire che fine ha fatto Federica Giacomini.
In scena Federica era conosciuta come Ginevra Hollander ed aveva partecipato anche a molti film a luci rossa che gli avevano dato soldi e notorietà. Ora all’età di 43 anni riusciva ancora ad esibirsi in diversi locali sia come spogliarellista che come lap-dance.

I familiari hanno da sempre ignorato il lavoro che svolgesse Federica ed ancora oggi non riescono a comprendere come una ragazza che in gioventù era dedita alla scuola e alla famiglia sia incappata nella strada nel mondo del pornografia.
Le bugie che Federica raccontava alla famiglia per mantenere quel segreto erano tante, ed anche dove viveva era un mistero.
Fino al 2012 abitava in una casa a Desenzano, ma poi quella casa l’aveva lasciata ed era andata a vivere con un uomo Franco Mossoni senza comunicarlo a nessuno.
Franco Mossoni è un uomo noto nella provincia bresciana ed è soprannominato il “Rambo del bresciano”, ha 55 anni e in passato ha avuto moltissimi problemi con la legge.
Legato agli ambienti di estrema destra era sempre dedito alle riss

e, si vestiva con tute mimetiche e giubotto antiproiettili calzando anfibi.
Un abbigliamento che gli era valso il soprannome di Rambo.
Nel suo passato un fatto di sangue gravissimo. E’ il 1978 quando ammazza a colpi d’arma da fuoco l’amante della moglie. I carabinieri lo troveranno qualche ora dopo in un campo mentre con la stessa pistola usata per l’omicidio faceva tranquillamente del tiro a segno.

Ci fu un processo e una condanna ed anche un evasione dal carcere, fu ripreso e scontò 14 anni di reclusione all’ospedale psichiatrico giudiziario.
Ultimemente è balzato nuovamente alle cronache locali perchè il 14 marzo è entrato nell’ospedale di Vicenza armato di una pistola giocattolo e in stato confusionale minacciava i dottori che a detta sua volevano ammazzargli il fratello. La scorribanda all’ospedale non passa inosservata alle forze dell’ordine che riescono a ritracciarlo dopo una fuga e scoprono che nella sua Fiat  Tipo il sedile da passeggero è stato rimosso e al suo posto c’è una sedia a sdraio.
Gli inquirenti che stanno seguendo il caso della scomparsa di Federica Giacomini si interrogano se Franco Mossoni c’entri qualcosa e se la rimozione di quel sedile non nasconda invece la chiave per chiudere il cerchio su un omicidio.
La perquisizione a casa del Mossoni porta poi alla scoperta di moltissimi abiti di Federica e di documenti personali della donna.

La domanda è perchè siano lì. Una testimone ha dichiarato poi che nei giorni precedenti la data dell’ipotetica scomparsa il Mossoni aveva pesantemente picchiato Federica che si era confidata con l’amica.

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