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Scomparsa Mario Bozzoli: riapre la fonderia, danni per 10 milioni di euro

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La fonderia Bozzoli Srl è stata chiusa per 105 giorni, la procura ha tolto i sigilli, ma il giallo sulla scomparsa di Mario Bozzoli è ancora aperto. Ingenti i danni causati dal sequestro, si parla di una perdita pari a 10 milioni di euro.

mario bozzoli_scomparsoIeri pomeriggio si sono riaccese le luci degli uffici della fonderia Bozzoli e le caldaie sono state accese. Per i dipendenti si tratta di una buona notizia, ma per i titolari sarà molto difficile mettere in moto l’impianto e scongiurare il fallimento. Dal 13 ottobre nessuno era più entrato in azienda, se non i carabinieri e gli inquirenti per cercare delle prove utili per risolvere il caso della scomparsa di Mario Bozzoli, uno dei titolari.

L’uomo non è mai uscito dalla fonderia, alle 19.11 dell’8 ottobre ha telefonato alla moglie, dicendo che stava per fare una doccia e che l’avrebbe raggiunta al ristorante dove avevano prenotato per cena. Da quel momento il silenzio. Mario Bozzoli non è mai uscito dall’azienda, nel registro degli indagati ci sono i nomi dei due nipoti e degli operai presenti quella sera, manca solo quello di Giuseppe Ghirardini, morto in seguito all’avvelenamento da cianuro.

La fonderia Bozzoli potrà riprendere la sua attività anche se dopo tre mesi le perdite stimate hanno cifre così elevate che lo spetto del fallimento è dietro l’angolo. Resta ancora sotto sequestro un capannone dove sono custodite le scorie a disposizione della procura e che l’anatomopatologa Cristina Cattaneo sta analizzando. Sino ad aprile i dipendenti della ditta sono in cassa integrazione, il delegato Cisl che sta seguendo la vicenda non conosce ancora le decisioni di Adelio, titolare al 50 % della fonderia, per rimettere a posto gli impianti smontati in fase di indagine ci vorranno dai 10 ai 20 giorni.

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