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Ashley Olsen

Seconda udienza del processo per l’omicidio di Ashley Ann Olsen

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Ashley Olsen, è la giovane donna americana uccisa l’8 gennaio scorso a Firenze in via Santa Monaca, l’unico accusato di omicidio volontario è il 27enne senegalese Cheik Diaw; il processo per l’omicidio della Olsen è alla seconda udienza nell’aula bunker del tribunale di Firenze.

ashley-olsen-delitti-netCheik Diaw, accusato di aver strangolato la Olsen era presente in aula, dove sono arrivati, per assistere all’udienza la fidanzata, il cugino e il fratello Abraham; il 27enne pareva tranquillo e prima dell’inizio del processo ha parlato con i suoi avvocati: Antonio Voce e Federico Bagattini.  In aula era presente anche il padre della vittima accompagnato dagli avvocati  Michele Capecchi e Giacomo Vinattieri. Quasi subito però  Walter Olsen, ha dovuto lasciare l’aula perchè in qualità di testimone non poteva assistere alla deposizione degli altri teste. All’inizio del procedimento il primo a rilasciare testimonianza è stato il vice questore aggiunto Alessandro Ausenda, che ha coordinato le indagini sulla morte di Ashley.

Al centro dell’udienza sono state poste le immagini delle telecamere  dislocate nella zona dove la Olsen abitava,  che riprendono una trentina di volte  il senegalese passare e trovarsi nei pressi dell’abitazione di Ashley, al vaglio anche i tabulati telefonici, e i messaggi inviati da  Ashley Olsen su Whatsapp a Federico Fiorentini il fidanzato, messaggi che denunciano il rapporto turbolento e teso che i due avevano in quel periodo. Il processo proseguirà con i prossimi confronti fissati  entro fine mese; prevista anche una  doppia convocazione settimanale perchè la  lista dei testimoni da ascoltare è davvero lunga.

Le ultime ore di vita di Ashley sono state ricostruite ed è risultato che intorno alle sei e trenta del mattino, la pittrice americana e il senegalese sono rientrati a casa di lei, dove avrebbero fatto uso di droga e di alcolici, poi avrebbero consumato un rapporto sessuale consenziente. A un certo punto la donna ha detto al ragazzo di andarsene. Diaw durante gli interrogatori ha dichiarato: : “Ashley mi ha detto che stava per arrivare il suo ragazzo, voleva che io me ne andassi e mi ha spinto, mi ha trattato come un cane. Io ho reagito e le ho dato una spinta; lei ha battuto la testa, ma nego di averla strozzata”. La versione del ragazzo è che Ashley Olsen era ancora viva alle otto e mezza del mattino, ora in cui Diaw stesso sarebbe uscito dalla casa dell’americana, il ragazzo ha sempre sostenuto di non aver ucciso la donna ma gli inquirenti non gli credono. L’ipotesi formulata dagli investigatori è che la donna sia morta in seguito allo scontro fisico con Diaw; a contraddire l’ipotesi di colpevolezza del ragazzo è un dettaglio importante , infatti è emerso che Ashley avrebbe tentato di telefonare intorno alle nove e venti del mattino senza riuscirci del tutto. Quindi se dopo le otto e mezza Ashley Olsen era ancora viva cosa è successo in seguito? Attendiamo le risposte dal processo in corso.

 

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