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Cold CaseSerena Mollicone: il mistero continua

Serena Mollicone: il mistero continua

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11 aprile 2008: il brigadiere Santino Tuzi si spara un colpo in pieno petto mentre era al telefono con la sua ex amante. 7 anni prima, il 3 giugno 2001, in un bosco (tra vecchi televisori e rifiuti abbandonati) viene trovato il corpo di Serena Mollicone legato e impacchettato.  Queste due morti, sono collegate tra loro? Per la procura di Cassino no. Gli inquirenti credono che si sia ucciso per amore, ma l’amante e la figlia del brigadiere le pensano diversamente.

serea molliconeEntrambe, infatti, sono convinte che Santino sapesse qualcosa di sconcertante: è lo stesso brigadiere, davani la magistrato ad ammettere che per la prima volta, il giorno della scomparsa, intorno alle 11.30 vide Serena arrivare alla caserma di Arce. Serena citofona, Santino la fa entrare, e poi chiama l’alloggio del maresciallo che si trova al piano di sopra. Al magistrato dice che a rispondere fu una voce maschile. Ma di chi è? Perchè il brigadiere non riesce a dare un nome a quella voce?

Tuzi non lo dice, ma una cosa la sappiamo: fino alle 14 è in turno, e fino a quel momento non vede andare via Serena Mollicone. Tuzi deve esser sentito un’altra volta per verificare il suo racconto: ma qualche giorno prima si toglie la vita. Il fatto nuovo è che Serena Mollicone è andata a casa Mottola, e tutta la famiglia finisce nel registro degli indagati: marito, moglie e figlio. Il giorno dei funerali, il padre venne preso e portato alla caserma con una scusa, e trattenuto per ore: chi ha ordito quel piano?

Ma che rapporti ci sono tra i Mottola e Serena Mollicone? Serena è nata il 18 giugno 1982: suo padre fa i maestro elementare, mentre sua madre gestisce una cartolibreria al centro del paese. Serena è una bella bambina: il giorno prima di compiere 6 anni, la piccola perde sua madre uccisa da un male incurabile. Da quel momento lei e la sorella Consuelo crscono da sole, insieme al padre.

Serena cresce, e nel 2001 frequenta l’ultimo anno del liceo pedagogico. Ormai è uan signorina, e si è fidanzata con Michele Fioretti. E’ in quel periodo che la ragazza conosce il mondo della droga: tanti suoi amici muoiono sotto i suoi occhi. Il comandante Mottola, nasconde durante le indagini, che il figlio Marco faceva uso di sostanze stupoefacenti. Non solo: il maresciallo Mottola tenne nascosto un altro dettaglio, cioè che il figlio avesse a disposizione una Y10 bianca come quella sulla quale sarebbe stata vista  salire Serena il giorno della scomparsa.

Non solo Serena era già stata sulla y10 di Marco Mottola,ma era stata anche a casa sua.  La caserma di Arce diventa il punto centrale da cui bisogna far partire le indagini. Viene indagato anche Francesco Suprano il carabiniere che il giorno della scomparsa di Serena, sostitui il brigadiere Tuzi. Suprano prese servizio intorno alle 14 del pomeriggio. Entrambi non la videro uscire: quando, e come, la ragazza uscì dalla caserma? Insieme al carabiniere Suprano finiscono indagati anche il maresciallo Mottola, il figlio Marco e la moglie. Ma gli inquirenti non si fermano solo a loro.

Tornano anche su un altra pista investigativa, quella che portava al fidanzato di Serena, Michele Fioretti, e sua madre: sono tutti accusati di omicidio volontario e di occultamento volontario. Serena poteva conoscere il suo assasino, e poteva essere salvata, ma perchè è stata uccisa? Forse la giovane non doveva parlare.

Dopo il colpo alla testa Serena ha perso molto sangue, ma la ferita è stata lavata e tamponata. Chi colpiscela ragazza, e chi le tampona la ferita sono due perosone diverse? Sullo scotch viene trovata una traccia evidente, e viene estratto il dna ma non corrisponde con quello degli indagati. Le ricerche si ampliano.

Serena è stata impacchetata in un posto chiuso, ma non si capisce quando è stata portata nel bosco. Secondo alcune ipotesi potrebbe essere stata portata prima in una zona appartata, e poi soffocata con lo scotch. Le indagini proseguono, ,a il mistero non è ancora stato svelato.

 (Fonte Chi L’ha Visto)

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