HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoDossierSerial Killer: la storia di Chico Picadinho

Serial Killer: la storia di Chico Picadinho

di

Francisco Costa Rocha, detto Chico Picadinho, fu un serial killer brasiliano che squartò due donne negli anni 1966 e 1976

Figlio di un padre molto severo e di una madre che aveva tanti amanti quasi sempre sposati, Chico Picadinho commise il suo primo crimine nel 1966. Viveva una vita molto bohémien fatta di alcool, droghe e donne. Col passare del tempo divenne per lui un’esigenza fare sesso tutti giorni, uscire e bere molto.

La sua prima vittima fu Margareth, una bohémien conosciuta tramite i suoi amici. Dopo aver frequentato con lei alcuni bar e ristoranti, Francisco la invitò ad avere un rapporto sessuale. Lei accettò di seguirlo nel suo appartamento, in quel periodo l’uomo condivideva l’appartamento con Caio (amico chirurgo dell’aeronautica). Francisco non arrivò neanche a consumare l’atto. Dopo poco iniziò ad avere un comportamento violento e provò a strangolarla con le mani, finendola poi con una cinta.

Dopo essersi reso conto di aver ucciso Margareth in camera, pensò che sarebbe stato meglio sparire con il corpo. La portò in bagno, la mise a pancia in su e usò i primi oggetti che gli capitarono a tiro: lame, forbici e coltelli. Iniziò dai seni, dopo passò ai muscoli e alle articolazioni, così il corpo sarebbe diventato più piccolo e facile da nascondere. Gli ci vollero 4 ore per smembrare la vittima e metterla dentro una busta (anche perché l’amico con cui condivideva l’appartamento stava per arrivare).

Quando Caio tornò, Francisco gli raccontò della morte della donna. Non gli spiegò come né perché ma gli disse che il corpo si trovava ancora nell’appartamento. Caio chiese del tempo per contattare sua madre e trovare un avvocato. Dopodiché Caio si recò dalla 158 polizia e, quando Chico lo richiamò il giorno dopo, la polizia intercettò la chiamata e arrestò l’assassino. Dopo essere stato liberato per buona condotta, Francisco commise un altro omicidio, però questa volta fu più cauto e provò a gettare i pezzi del corpo nel gabinetto. La vittima si chiamava Suely. Dopo averla uccisa e squartata non riuscì però a gettare tutti i pezzi del suo corpo nel gabinetto così, per liberarsi del corpo, infilò le parti rimanenti in due valigie. Ma si addormentò per la stanchezza.

Dopo un po’ si svegliò e uscì in cerca di una macchina. In questo lasso di tempo il coinquilino con cui divideva l’appartamento rientrò e trovò il corpo. Così Chico fuggì a Rio de Janeiro e cercò qualcuno che lo aiutasse nella fuga. Il giorno dopo venne arrestato. All’epoca le foto delle vittime fatte a pezzi sensibilizzarono l’opinione pubblica, facendo sì che il criminale fosse condannato a 30 anni di prigione. Considerato pericoloso, Chico Picadinho si trova in carcere ancora oggi, nonostante abbia già scontato la pena massima prevista dal Codice Penale brasiliano (che corrisponde a 30 anni). Oggi si trova nell’Ospedale di Custodia e Trattamento Pschiatrico Arnaldo Amado Ferreira, nella città di Taubatè.

Già studente di diritto nel periodo dei crimini, Chico Picadinho è un uomo molto colto. Ancora oggi dipinge in prigione. Nel commettere i delitti ha preso spunto dal romanzo Delitto e Castigo68. È anche fan delle opere di Kafka.

Per Approfondimenti
http://www.delitti.net/serial-killer-lato-oscuro-del-brasile/

Lascia un commento

Back to Top