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ScomparsiSilvana Pica: caso chiuso, non è stata uccisa

Silvana Pica: caso chiuso, non è stata uccisa

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Il caso di Silvana Pica è stato per il momento archiviato, secondo il pm Valentina D’Agostino, non possono essere ravvisate ipotesi di reato

Il 27 gennaio 2012, da parte di  Lorenzo Berghella figlio di Silvana Pica, scatta la denuncia per la scomparsa della donna.

Nessuno aveva più sue notizie dal 17 gennaio 2012, tanto che la coinquilina di Pica riferisce di aver visto la donna con strani segni sul labbro inferiorie che era inoltre gonfio e arrossato.

La donna scomparsa in realtà soffriva di una malattia psichiatrica ed era in cura  al Centro di salute mentale.

Il 17 gennaio aveva chiesto alla suocera di essere ospitata nella sua abitazione, ma quest’ultima aveva risposto negativamente perché Silvana non aveva con sè i farmaci che avrebbe dovuto assumere.

silvana picaPassano i mesi e di Silvana Pica viene ritrovata al largo di Termoli nella rete di un peschereccio, solo borsa con i suoi documenti personali ed un cellulare.

A interessarsi della vicenza di Pica è successivamente il cognato Berghella che assume l’investigatore privato Ezio Denti al quale viene indirizzata una busta contenente una lettera minatoria, due blister vuoti di medicinali, una ciocca di capelli, un proiettile e un indizio su dove poter trovare il corpo della donna, ovvero a Chieti o nel fiume.

Le indagini per Silvana Pica si spostano verso il fiume di Pescara, ma si rivelano inutili.

A dare un falso allarme in seguito, è una gamba ritrovata a mare, ma  in tal caso l’esito è risultato ancora una volta negativo ai test del Dna.

A questo punto date anche le situazioni psichiche della donna il pm D’Agostino si avvia verso la chiusura del caso, giustificando in questo modo la scelta presa, che potrebbe rivelarsi momentanea: “In considerazione delle condizioni di vita di Pica, in riferimento alla grave patologia psichiatrica di cui soffriva da anni, non si esclude che la donna in un momento di sconforto acuito dalla mancata assunzione di farmaci che invece doveva costantemente prendere, possa aver deciso di allontanarsi dalla sua abitazione per poi togliersi la vita verosimilmente gettandosi in mare come il ritrovamento della borsa fa ritenere. Le indagini non hanno evidenziato elementi concreti che possano far ipotizzare che Pica sia stata vittima di azioni violente a opera di terzi”

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