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FemminicidioNewsSimona Melchionda: “La compagna dell’ex fidanzato istigatrice morale del delitto”

Simona Melchionda: “La compagna dell’ex fidanzato istigatrice morale del delitto”

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Simona MelchiondaSimona Melchionda venne uccisa una notte del 2010 dalla persona che aveva amato, l’ex carabiniere Luca Sainaghi. A convincere l’uomo di mettere in atto l’assassino della donna fu la sua nuova compagna Ilaria Mortarini la quale è stata condannata a 30 anni di reclusione con l’accusa di concorso morale in omicidio

La Corte d’Assise d’Appello ha rilasciato le motivazioni della sentenza con la quale è stata condannata Ilaria Mortarini per l’omicidio di Simona Melchionda: “L’omicidio Melchionda non è pensabile senza la spinta propulsiva della Mortarini che, sfruttando sagacemente i sensi di colpa del compagno per il flirt consumato, e contemporaneamente provocandolo per la sua inettitudine, determinò in lui la decisione di attuare concretamente il proposito vendicativo da lei nutrito mediante l’uccisione della ragazza”.

Ilaria fu la rivale in amore di Simona. Luca, successivamente condannato all’ergastolo, dopo il flirt amoroso avuto con Ilaria decise di lasciarla e tornare dalla sua ex fidanzata. Ilaria nel frattempo gli confessò di aspettare un bambino da lui e da quel momento la donna divenne ancor più desiderosa di togliere per sempre Simona tra lei e il padre del suo bambino. Luca iniziò così ad obbedire a tutti gli ordini dettati da Ilaria, tra cui quello di uccidere Melchionda.

Come pubblicato dalla Stampa.it, Ilaria rappresenterebbe dunque “l’istigatrice morale del delitto”: “Il movente è stato individuato nello spropositato desiderio di rivalsa della Mortarini nei confronti di Simona, per la pregressa relazione fra la giovane e Sainaghi”.

Dopo che Luca aveva ucciso e gettato Simona Melchionda ormai priva di vita del Ticino, i due amanti avevano addirittura festeggiato. Fu proprio Ilaria Mortarini ad organizzare una “serata intima a base di motel, vasca idromassaggio e McDonald” e ad attivarsi “per lavare tracce di sangue sull’auto del trasporto del cadavere, sollecitando la demolizione della vettura nel frattempo incidentata”.

Ilaria avrebbe inoltre agito perché, secondo i giudici, era “sicura della supremazia psicologica, anche per il fatto di poter rinfacciare all’altro l’infedeltà commessa”.

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