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Cold CaseNewsSimonetta Cesaroni: Giallo di Via Poma, nuove piste su telefonate di Vanacore

Simonetta Cesaroni: Giallo di Via Poma, nuove piste su telefonate di Vanacore

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Ora nel giallo di Simonetta Cesaroni si indaga sulle telefonate del portiere dello stabile

Si aprono nuove piste sul giallo di via Poma. Si parla in particolare di due telefonate che sono state effettuate la sera del delitto, una delle quali diretta a Corrado Carboni, allora datore di lavoro di Simonetta Cesaroni. Emergono quindi nuovi particolari sul caso che dal 10 Agosto del 1990, giorno in cui fu uccisa Simonetta, attende una chiara soluzione.

download (44)Si discute molto sulla pista sbagliata che è stata seguita sin dal primo momento dal PM Pietro Catalani. Il primo sospettato per l’omicidio è Pietrino Vanacore, portiere dello stabile in Via Roma, che il 9 Marzo 2010 si è ucciso lasciandosi affogare. Il suicidio è avvenuto proprio due giorni prima che lo stesso Vanacore testimoniasse nel processo contro Raniero Brusco, fidanzato di Simonetta. Proprio intorno alla figura di Vanacore ruota da sempre l’intero complesso delle indagini.

E’ apparso ormai chiaro a tutti che il portiere dello stabile sapeva molte più cose di quelle che aveva raccontato, circostanza che appare evidente dopo la scoperta di queste due telefonate. Deposizioni contraddittorie, tentennamenti e più volte la disponibilità a collaborare. Una volta scoperto l’omicidio, prima di avvertire la polizia, Vanacore avrebbe cercato di contattare l’avvocato Francesco Caracciolo e successivamente risulta la partenza di un altra telefonata diretta verso Corrado Corboni.

Dopo la riapertura delle indagini compare anche una misteriosa agendina, si scoprirà poi di proprietà del portiere. Gli inquirenti ipotizzano che l’agendina rossa era stata dimenticata accanto al telefono da cui sono partire le telefonate, una alle 23, proprio pochi minuti dopo la scoperta del cadavere. Nella vicenda che dura ormai da ben 24 anni, compaiono in seguito le figure di Luigina Berrettini, segretaria dell’avvoccato Francesco Caracciolo e Giuseppe de Luca, moglie di Vanacore, proprio la moglie del portiere nascondeva un secondo mazzo di chiavi con sui poteva accedere allo stabile di via Poma. Si aggiungono cosi altri misteri sul caso di Simonetta Cesaroni, misteri a cui forse non si potrà mai dare una risposta certa.

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