HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Incidenti aereiSopravvissuti delle Ande il tabù tra natura ed etica umana

Sopravvissuti delle Ande il tabù tra natura ed etica umana

di

È uscito da pochi mesi negli Stati Uniti una ennesima riedizione di “Alive”, lo straordinario reportage da più di cinque milioni di copie in tutto il mondo di Piers Paul Read, che anche in Italia ha visto moltissime riedizioni, con il titolo più esplicito di “Tabù – I sopravvissuti delle Ande”( Sperling & Kupfer)

sopravissuti-delle-ande-tabuQuando nel 1974 questo libro andò in stampa, c’era già stata una sotterranea e contaminante rete di articoli giornalistici e servizi televisivi in tutto il mondo, che avevano cavalcato la notizia spezzettandola ad uso e consumo del sensazionalismo, travolgendo così il senso e soprattutto la memoria di chi in quell’incidente era perito.
Perché l’idea che qualche essere umano per salvarsi la vita, o meglio, in quel momento per resistere a morte certa e prolungare un’agonia terribile si cibasse di parti del corpo di altri amici morti nell’incidente era qualcosa che mai era accaduta nel mondo, impossibile da non correlare con mille leggende e particolari, con il risultato di far rifugiare i sopravvissuti in un mutismo difensivo.
Ma cosa era accaduto?

Il 12 Ottobre 1972 un aereo della “Fuerza Aèrea Urugaya” un Fokker 227 era decollato da Montevideo diretto a Santiago del Cile, con a bordo la squadra di Rugby “ Los Viejos Cristiano” del collegio universitario uruguagio “Stella Maris”. Per le avverse condizioni del tempo, già quel giorno il volo era stato obbligato ad uno scalo in Argentina, per poi ripartire il giorno successivo per la destinazione cilena.
Ed è in questo secondo tentativo che l’aereo aveva urtato con l’ala una vetta della cordigliera delle Ande precipitando sui ghiacci, in uno spazio sperduto tra i picchi delle montagne a tremila metri di altitudine.

Da quel momento iniziarono le ricerche partendo però da dati errati che il pilota, prima dello schianto, aveva comunicato alla radio e che fecero convergere le squadre di soccorso in un punto all’altra estremità delle Ande, in terra cilena, mentre l’aereo si trovavano ancora nel lato argentino.

sopravissuti-delle-ande-giornaleRicerche quindi vane, durate settimane, mentre i sopravvissuti all’impatto cominciavano ad organizzarsi in quelle condizioni terribili consumando le poche cose da mangiare salvatesi dal disastro, sciogliendo la neve per fare acqua, e allestendo il troncone della fusoliera rimasta quasi intatta dell’aereo come rifugio e alloggio.
Piers Paul Read, giornalista inglese di grande fama, un anno dopo quel disastro vinse la diffidenza dei sopravvissuti, dando inizio ad un lungo lavoro di ricostruzione di quei 72 giorni terribili che intercorsero tra il disastro e la rocambolesca missione di due dei ragazzi imprigionati lassù che riuscì ad arrivare in una casa abitata e a lanciare l’allarme, salvando così quei pochi che ce l’avevano fatta.

Diffidenza e pudore di quegli “eroi per caso” che si erano nutriti anche di pezzetti di carne dei loro amici morti lassù e che pensavano di violare ancora una volta il ricordo e la dignità di chi era morto e di chi era vivo grazie ai morti.

Ne venne fuori invece un racconto splendido e terribile, che ruota questo è vero intorno all’evento della decisione di mangiare parti umane, ma che è soprattutto la battaglia della vita contro ogni avversità, il racconto di persone coraggiose che non si persero d’animo e tutto, ma proprio tutto fecero per superare un ostacolo impossibile da superare.

sopravissuti-delle-ande-aereo2Un libro bellissimo, dunque, non didascalico, ma anzi molto partecipato, che insieme ad una precisa cronologia di eventi racconta sopra ogni cosa i tormenti e gli intrecci morali che quei pochi superstiti con grande umanità affrontarono, non perdendo mai la bussola della stabilità mentale in ragione di una voglia di salvezza sovrumana.

È violare la persona di un uomo morto, nutrirsi di lui, per rimanere in vita? Questo si chiedono in quelle condizioni di freddo e stenti i “sopravvissuti delle Ande”, la discussione sull’anima che vive oltre il corpo, etica e ragione si arrampicano tra quelle montagne silenziose e insormontabili costringendo chi legge ad entrare in quella fusoliera e convivere con quel dolore e con quella voglia di vivere.

“Provammo una sensazione di trionfo. La nostra coscienza era riuscita a sormontare un Tabù primitivo e irrazionale. Saremmo sopravvissuti”
Una storia unica per il nostro tempo, un “Tabù” primordiale diluito tra umane vicende e caparbietà morale, una storia che non si dimentica, che vive ancora come inno alla vita nonostante ogni avversità.
Nonostante il giudizio morale che ha subito.

Per approfondimenti:
Sito ufficiale dei sopravvissuti : http://www.viven.com.uy/571/eng/default.asp
Sito ufficiale di Piers Paul Read : http://www.pierspaulread.co.uk/index.htm
Sintesi Rai Storia: http://www.raistoria.rai.it/articoli/i-sopravvissuti-delle-ande/11043/default.aspx

Lascia un commento

Back to Top