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Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, il primo duplice omicidio del mostro di Firenze

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Quello di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore è l’ennesimo omicidio insensato e al contempo terrificante. L’assasino aveva ucciso i due fidanzati per poi infierire sui loro corpi privi di vita e scomparire nelle campagne del Mugello

Una domenica mattina del 15 settembre 1974, presso la stazione dei carabinieri di Borgo San Lorenzo, si presentarono i genitori di Stefania Pettini 18 anni, segretaria della azienda di confezioni Magif di Novoli, e Pasquale Gentilcore 19 anni, barista presso un agenzia assicurativa, per denunciare la scomparsa dei loro figli.

Poco dopo un contadino trova i corpi dei due giovani e i carabinieri vengono subito avvisati da un abitante della zona a cui il contadino aveva raccontato sotto shock la macabra scoperta.

Il capitano dei carabinieri Falcone, capisce subito che potrebbe esserci un collegamento con la scoperta dei cadaveri e la denuncia della scomparsa di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, così si reca subito sul luogo che gli era stato segnalato. Arrivato nella zona, vede una Fiat 127 blu parcheggiata verso la strada, in una posizione di “partenza”, con i vetri frantumati, la portiera destra aperta e quella sinistra chiusa con la sicura.

Stefania Pettini  Pasquale GentilcoreLa peggiore scoperta è quella dei cadaveri, sul sedile di guida c’è Pasquale Gentilcore, conosciuto come “Pasqualino” dal capitano Falcone che lo conosceva molto bene. La sua testa è appoggiata sulla portiera e dal viso sembra quasi che il giovane stesse dormendo.

Indosso ha solo in paio di slip sporchi di sangue e dei calzini. Dietro l’auto c’è invece il corpo di Stefania Pettini, completamente nuda, stesa per terra con le braccia e le gambe divaricate e con un tralcio di vite appena 1 cm inserito nell’apertura vaginale, ma dai risultati degli esami autopici si è scoperto che non venne violentata.

Il comandante Falcone avvisa subito i rinforzi di correre sul posto, che vengono anticipati dal Brigadiere Sciarra, dal pretore di Borgo S.Lorenzo, dal dottor Serrao e dalla polizia scientifica di Firenze, successivamente arrivano Olinto dell’ Amico, Domenico Trigliozzi, il Dott. La Cava e il Colonnello Lieto.

L’auto del giovane venne trasportata alla caserma di Borgo San Lorenzo e i corpi di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore vennero portati presso l’Istituto di Medicina Legale di Firenze, ma solo in un secondo momento di fece chiarezza sulle armi del delitto, la morte dei due ragazzi infatti venne causata da colpi di arma bianca e da colpi di arma da fuoco.

Un primo segnale di superficialità nelle indagini, che ha causato non pochi problemi nell’inchiesta.

Sul luogo dell’omicidio di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore non vengono trovati molti oggetti e nessuno si era impegnato a ritrovare eventuali bossoli o proiettili a causa della prima ipotesi che aveva fatto pensare ad un delitto portato a termine solo a colpi di coltello o addirittura di un cacciavite, poichè sulla ragazza vennero evidenziati solo dei piccoli buchi con pochi mm di diametro e poco profondi.

Successivamente nello stesso giorno, venne trovata la borsetta di Stefania Pettini grazie ad una segnalazione anonima, che però non presentava alcuna traccia di sangue. Al suo interno c’era il pullover appartenente alla ragazza ed altri oggetti personali.

Il 16 settembre 1974 vennero trovati 5 bossoli per proiettili calibro 22, ma l’auto ed i cadaveri erano già stati spostati dalla scena del crimine, per cui venne ritenuto che questi si trovavano sul lato sinistro dell’auto.

All’esterno dell’auto invece vennero trovati: “Sotto una pianta di vite distante circa mt. 3,40 dalll’auto, vengono rinvenuti 3 paia di pantaloni, uno da donna e due da uomo, un foglio di carta da confezione recante l’intestazione di una lavanderia, un paio di mutande femminili di colore bleu intrise di sangue e con uno strappo; a metà strada tra l’auto e la vite viene rinvenuta una camicia da uomo; all’altezza dello sportello dx aperto, a circa 8 mt. dalla ruota anteriore dx,un brandello di stoffa bleu, appartenente alle mutandine strappate della donna.”

All’interno dell’auto invece vennero trovate abbondanti tracce ematiche sullo schienale destro, mentre sul sedile sinistro due fori e un taglio nella stoffa. Sul cruscotto invece c’erano dei fazzoletti, scatoline e libretto di circolazione, nel mangianastri ancora acceso una cassetta. Dopo un mese vennero notati anche due proiettili esplosi calibro 22.

Su Pasquale Gentilcore dopo l’autopsia venne dichiarato: “Sono stati repertati sei fori di entrata a sx. ed uno di uscita, al fianco dx. che deporrebbero per l’esplosione di sei colpi di arma da fuoco, alcuni dei quali certamente mortali perchè hanno interessato il cuore ed il polmone sinistro. Sull’emitorace dx., antero-lateralmente in zona media inferiore, due ferite da taglio sovrapposte che non penetrano in profondità”.

Su Stefania Pettini invece: “Presentava numerosissime ferite da taglio, o da punta e taglio, nonchè alcune ferite da arma da fuoco, verosimilmente una al ginocchio dx, tre al fianco dx, una al ginocchio sx…Sono state registrate 96 lesioni da punta e taglio che interessano pressoché esclusivamente la parte anteriore del corpo della Pettini, dal volto fino al terzo superiore delle cosce. Molte di esse hanno interessato in profondità organi vitali (cuore,polmoni,stomaco,fegato,intestino) e, soprattutto, quelle toraciche, a più elevata potenzialità letale, presentano caratteri di vitalità. Altre lesioni sono invece piuttosto superficiali e sono distribuite per lo più irregolarmente sul torace, sull’addome e sulle cosce, ma in alcune sedi (parte inferiore dell’addome e, soprattutto regione sovra-pubica) sono disposte secondo un ordine che disegna grossolanamente due curve, circoscriventi l’area del ventre e l’arco superiore del pube, ad opposta convessità..”

Secondo le ricostruzioni del delitto di Stefania Pettini e Paquale Gentilcore, i due fidanzati da 2 anni e mezzo, si sarebbero incontrati a casa di lei intorno alle 21: 00 a casa di lei  tra Borgo S.Lorenzo e Vicchio, dopo che Pasquale aveva accompagnato la sorella Cristina ad una discoteca di Borgo S.Lorenzo, promettendole di tornare a riprenderla verso mezzanotte.

Dopo l’avvistamento delle 21.15 si sarebbero perse le tracce dei due giovani, che si erano per l’appunto appartati.

Durante l’omicidio, l’assassino avrebbe attaccato dal lato destro dell’auto, sparando 5-6 colpi calibro 22 diretti al ragazzo e 3-4 colpi iniziali diretti alla ragazza, anche se questi ultimi risulteranno poi repertati nel verbale a sinistra.

La ragazza sarebbe stata uccisa con il coltello dentro l’auto e trascinata all’esterno in un secondo momento per poi essere ulteriormente colpita, neanche il ragazzo non si trovava nella posizione in cui fu trovato, ma  fu successivamente spostato.

Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore, sarebbero stati uccisi intorno alle 23.45, poche ore dopo l’ultimo avvistamento avvenuto a Pesciola. Dopo aver incominciato ad avere un rapporto intimo e dopo aver ripiegato i vestiti sotto ad una pianta, il killer sarebbe entrato in azione, centrando un solo colpo su 5, diversamente a come era accaduto nel 1968, quando l’assassino aveva freddato le sue vittime senza sbagliare un colpo.

Una gran foga e una mira troppo imprecisa che potrebbe essere stata causata da una probabile reazione di Gentilcore, che forse aveva notato l’ombra di qualcuno e si era preparato a mettere l’auto in moto, costringendo l’omicida ad accellerare i tempi.

Purtroppo però del tentativo di fuga non c’è alcuna traccia, ma forse Stefania aveva tentato di scappare a piedi scontrandosi anche in una breve colluttazione con il killer-maniaco, che probabilmente aveva un certo coinvolgimento emotivo con la vittima poichè cercò di distruggerle tutte le parti femminili. I successivi delitti del killer avranno tutti un’esecuzione meccanica, a differenza di questo.

Col tempo venne a crearsi una vera e propria caccia all’uomo, ma successivamente la pista del delitto si indirizzò alla ricerca di un maniaco sessuale, o meglio verso i “Guardoni della zona”, dato che proprio nel luogo dell’omicidio di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore molte furono le segnalazioni di guardoni.

Non furono trascurate però le ipotesi di omicidio per vendetta o per un corteggiatore respinto, poichè la storia tra i due giovani era molto travagliata, caratterizzata anche da momenti di pausa in cui le due vittime ebbero altre storie.

Non è chiaro il perchè, dato che non è mai stato collegato all’omicidio, venne arrestato un certo Guido Giovannini.  La sua 127 venne infatti segnalata da qualcuno presso il luogo del delitto ma non si sa se l’orario era compatibile con quello dell’omicidio di Stefania Pettini e Pasquale Gentilcore. A casa di Giovannini vennero trovate una roncola insanguinata e alcune armi da fuoco non registrate, il sangue però venne accertato che era di origine animale, ma ormai  l’immagine dell’operaio veniva posta in relazione con il delitto dei due giovani.

La verità è che Giovannini non fu la prima vittima della mediocrità degli investigatori.

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