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Cold CaseMostro di FirenzeStefano Baldi e Susanna Cambi, Calenzano il mostro inizia a fare sul serio

Stefano Baldi e Susanna Cambi, Calenzano il mostro inizia a fare sul serio

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stefano baldi e susanna cambiCon il duplice delitto di Calenzano ancora una volta le vittime sono giovani amanti in cerca di intimità. In questo caso ed essere preda della furia omicida del Mostro di Firenze sono Stefano Baldi e Susanna Cambi

La mattina del 23 ottobre 1981 intorno alle ore 10,00 Arnoldo Corsani, contadino di 79 anni, esce di casa per recarsi a lavoro sul suo campo in località Travalle. Dopo aver imboccato l’ultimo viottolo che conduce nel suo terreno dopo una cinquantina di metri trova il percorso sbarrato da una Golf Wolkswagen nera targata FI A21640.

Corsani decide di proseguire a piedi e nota che l’auto è vuota. Bastano pochi metri per capire che proprio in quel punto è avvenuta una tragedia. Sul lato sinistro del viottolo trova il corpo di un uomo seminudo riverso sull’erba e due metri più avanti, nascosto alla vista del viottolo, trova il corpo di una ragazza con il viso coperto da una ciocca di capelli e brutalmente mutilata all’arco pubico.

Alle ore 11,00 scatta l’allarme: il Comandante Salvini, avvisato da un amico di Corsani raggiunge il luogo del ritrovamento.
E’ un chiaro caso di omicidio, ma Salvini si rende subito conto di alcune analogie con il delitto di Borgo e Scandicci. Poco dopo arrivano al viottolo anche il procuratore di Prato, il Giudice Palazzo, il procuratore Izzo e la dottoressa Della Monica e la Polizia scientifica di Firenze con il nucleo operativo.

Il primo ad essere identificato è il ragazzo, i suoi documenti e le 29.000 lire sono ancora nel portafoglio della tasca posteriore dei Jeans. Il suo nome è Stefano Baldi, 26 anni, residente a Calenzano e operaio del lanificio Stura. I documenti della ragazza non vengono ritrovati e nella sua borsa ci sono solo un agenda, alcuni effetti personali ed un borsello vuoto. Verrà successivamente identificata dalla sorella Cinzia. La vittima è Susanna Cambi, 24enne da poco disoccupata.

Stefano Baldi e Susanna Cambi avrebbero dovuto sposarsi a breve, sono stati visti la sera prima del ritrovamento in via Mugellese, dove Baldi viveva e dove i due giovani avrebbero dovuto trasferirsi nei mesi successivi.

La zona del delitto è completamente isolata, è una strada di campagna che collega campi coltivati e alberi di olivo.

L’auto di Stefano Baldi presenta il vetro anteriore destro rotto, lo sportello anteriore destro ha la sicura aperta, il vetro anteriore sinistro abbassato mentre la portiera anteriore sinistra ha invece la sicura chiusa.

All’esterno dell’auto, precisamente sul lato destro, vengono ritrovati 6 bossoli calibro 22, mentre sul lato sinistro oltre all’orologio e ad un orecchino da donna, ci sono solo diverse macchie di sangue che proseguono fino al cadavere del ragazzo. Evidenti segni di trascinamento sono presenti sull’erba in direzione di entrambi i cadaveri. Alcune impronte di scarpe tipo stivale da caccia e numero 44 sono impresse sul fango ma non possono essere considerate come prova poichè sarebbero potute essere da chiunque anche prima dell’omicidio di Stefano Baldi e Susanna Cambi. All’intero dell’automobile viene invece rinvenuto un bossolo calibro 22 che presenta le stesse caratteristiche degli altri 6 bossoli.

Stefano Baldi è stato ferito da 4 colpi di arma da fuoco: “Un colpo ha attinto l’ala sinistra del naso, ed è stato ritenuto al di sotto della branca ascendente dell’ emimandibola sx, con tramite obliquo verso il basso e verso sinistra. Due colpi all’ emitorace destro: uno in regione mammaria, con tramite che attraversa il polmone destro, il cuore, il polmone sinistro e fuoriesce in corrispondenza del pilastro anteriore dell’ ascella sinistra. Uno in regione dorsale, con tramite interessante il lobo destro del fegato, il diaframma e il polmone sinistro e ritenzione del proiettile sulla linea ascellare anteriore sinistra a livello sottocutaneo. Un colpo all’emitorace sinistro in regione mammaria con tramite obliquo dall’ alto verso il basso ed in senso medio-laterale, interessante il polmone sinistro, e con foro di uscita al fianco sinistro.” Sul cadavere del ragazzo sono state trovate anche 4 ferite di arma bianca inferte postmortem.

Susanna Cambi è stata ferita da 5 colpi di arma da fuoco, da alcune ferite da taglio e ha subito l’escissione di un’ampia zona che interessa il pube: ” – 1 all’emitorace destro, con tramite orizzontale interessante il polmone dx, il cuore, il polmone sx, con proiettile ritenuto al 4° spazio intercostale sinistro. – 1 al fianco dx., con tramite obbliquo verso l’alto e medialmente, con proiettile ritenuto a livello della parete toracica. – 1 in regione dorsale dx., con tramite obliquo in senso latero- mediale interessante l’aorta, e con proiettile ritenuto a livello mediastinico. – 1 al braccio sx, al terzo medio della faccia laterale, con tramite obliquo dall’alto al basso in senso lateromediale e proiettile ritenuto a livello sottocutaneo sulla faccia mediale del braccio. – 1 al pollice destro, sulla faccia mediale, con foro d’uscita sulla faccia laterale. Ferite da punta e taglio: una ferita da punta e taglio, ovalare, di cm.2,5 x 1,5 a maggior asse obliquo dall’alto verso il basso e verso sinistra, in regione sotto-mammaria sx. Detta ferita è poco profonda, presenta margini netti, angolo inferiore acuto, infiltrazione ematica molto scarsa o del tutto assente. Un’altra ferita da punta e taglio, ovalare, di cm.3×1, a maggior asse lievemente obliquo verso destra e verso il basso, interessa la regione scapolare sx. Anche questa ferita presenta scarsissimi segni di infiltrazione. Da segnalare piccole escoriazioni allo zigomo dx., all’angolo labiale sx., alla faccia laterale dell’emitorace dx., ed al fianco dx. Alla coscia dx., lateralmente, ed al ginocchio omolaterale escoriazioni lineari coperte da terriccio.”

Secondo una ricostruzione di questo ennesimo misterioso delitto, Stefano Baldi e Susanna Cambi sono stati attaccati dal killer dal lato destro dell’auto. Quest’ultimo ha poi sparato i colpi seguendo uno schema poco preciso: i primi due colpi sono stati dati al ragazzo, i successivi quattro colpi alla ragazza e gli ultimi due colpi al ragazzo.

Dopo aver sparato, il killer apre lo sportello sinistro dell’auto (ritrovato con la chiusura di sicurezza abbassata) e trascina Stefano per le braccia fino al punto dove è stato ritrovato. Successivamente prende Susanna per le braccia e la trasporta fino al punto dove verrà eseguita l’escissione.

I dubbi ricadono di seguito sulle chiusure di sicurezza degli sportelli, perchè il killer non ha utilizzato il lato destro per prendere il corpo della ragazza dato che si trovava proprio in quel punto? Forse perchè voleva confondere gli inquirenti, perchè voleva ricostruire una scena del crimine dettata dalla sua contorta mente o perchè voleva nascondersi dalla vista di eventuali persone che avrebbero potuto percorrere il viottolo?

Le ipotesi per questo caso sono tante, ma sull‘unicità dell’autore che accomuna gli omicidi di Borgo e Scandicci non ci sono dubbi: il tipo e il modello dell’arma sono gli stessi per tutti e tre i delitti, le vittime sono le stesse per tipologia e situazione, ovvero coppie appartate in auto in luoghi solitari spesso frequentati da fidanzati o guardoni e le azioni di Overkilling su entrambe le vittime sono sempre presenti.

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